Ho visto il film dei Power Rangers e… niente, ho visto il film dei Power Rangers!

Nicola Ligas - Ma forse voi non dovreste fare altrettanto.

Il film dei Power Rangers non è un granché, ed è un bell’eufemismo. Forse non dovrei dirvelo fin dall’inizio, dato che è come un invito a non andare oltre, ma se avete aperto questo articolo sono piuttosto convinto che sapeste già quello cui andavate incontro. Aspettate però ad andarvene, perché ci sono un paio di cose sulle quali vorrei riflettere con voi, e mi farebbe piacere conoscere la vostra opinione al riguardo.

Iniziamo dai motivi per cui Power Rangers non è un film per il grande pubblico. Attori mono-espressivi, praticamente tutti al debutto cinematografico o quasi (esclusa Elizabeth Banks nel ruolo di Rita Repulsa, che non si capisce bene come ci sia finita – forse pensando di non essere riconosciuta grazie al trucco), dialoghi privi di senso, trama lineare e priva di colpi di scena, anche un po’ tirata via, e storia intrigante quanto lo scorrere dell’acqua dal rubinetto. La cosa che più di tutte si salva sono gli effetti speciali, dei quali in effetti il film è pieno, e che per certi versi stonano per la loro qualità, dato che inseriti all’interno di un prodotto di serie B sotto molti punti di vista.

Degli originali Power Rangers si ritrova il minimo indispensabile. Oltre ai personaggi ed alle situazioni, che per forza di cose sono loro, non abbiamo più le tutine in simil-spandex, sostituite ora da delle vere e proprie armature la cui evocazione diventerà un nodo cruciale della trama (anche questo è un eufemismo). Assieme a queste ultime se ne sono andate anche le movenze da “ho-guardato-troppo-karate-kid-da-piccolo“, ritenute forse fin troppo trash per il pubblico attuale. Dopo il ritrovamento delle “monete”, i Rangers diventano inoltre molto forti, come ogni super-eroe che si rispetti; così forti che ce lo spiegano loro stessi in uno degli arguti dialoghi di cui sopra:

– Lassù è successo qualcosa. Io sono cambiato!
– Sono forte!
– Quanto forte?
– Fortissimo!

A proposito di trash, sottolineo che non ho nessun pre-concetto verso questo genere. Anzi, semmai il problema è che Power Rangers cerca troppo poco di esserlo. Si dà delle arie da film di qualità, da produzione superiore, laddove forse, e sottolineo forse, se si fosse preso meno sul serio avrebbe ottenuto risultati migliori. Ci hanno provato con la cavalcata degli Zord pompata dal celebre tema dei Power Rangers in sottofondo, ma è solo un flash che dura pochi secondi.

Alla fine della fiera, questi 5 ragazzi che si incontrano per puro “caso”, che fino a poco prima nemmeno si conoscevano, dopo essere andati a malapena d’accordo per la maggior parte della pellicola, fanno un gioco di squadra che nemmeno un gruppo di majorette allenato sarebbe stato in grado di portare a casa. E tutto ciò mentre, di punto in bianco, i nostri Rangers si mettono alla guida di veicoli avveniristici (questo non è un eufemismo) a forma di dinosauro, che fino a pochi istanti prima avevano a malapena visto, scatenando una lotta che mi ha ricordato quelle degli Autobot contro i Decepticon.

In effetti Megazord ha un che di Optimus Prime, anche solo nella scelta dei colori, e non è questa la sola citazione dei Transformer che si trova nella pellicola, con un chiaro riferimento a Bumblebee ed un’impostazione “tamarra” generale che forse vorrebbe ispirarsi al genere, ma senza riuscirci. Tralasciamo poi il finale, ovviamente in sospeso e pronto ad un seguito (ogni riferimento al green ranger non è puramente casuale) che arriva un po’ dal nulla così come l’inizio stesso del film, e ci porta a chiederci troppe cose alle quali nessuno vuole darci risposta.

La volete poi sapere un’ulteriore stranezza: il film dei Power Rangers in generale non sembra essere dispiaciuto. 7/10 su IMDb, 4,5 secondo il pubblico di Coming Soon, e 3,5 secondo MyMovies. Sarà che ormai la penso al contrario della critica (vedi Iron Fist), ma per ora non si può certo parlare di insuccesso, quindi significa che il filone continuerà.

Eppure non riesco a togliermi dalla testa l’idea che l’effetto nostalgia, da solo, non sia sufficiente. Che questa crisi di idee del cinema, che pesca ormai da anni a piene mani da fumetti/libri più o meno noti e, quando non sa proprio più che pesci pigliare, da “vecchie glorie”, debba comunque avere un limite. Da una parte i reboot/remake fanno contenti i fan che si sentivano orfani dei loro personaggi preferiti, ma dall’altra rischiano comunque di deludere quegli stessi (o altri) fan, che in fondo si erano rassegnati a lasciarli andare, e che magari non sono contenti di ritrovarli “cambiati”.

Dobbiamo quindi preoccuparci del futuro Matrix? Secondo me un po’ sì, e se per farvi capire perché, devo concludere con il trailer del nuovo Baywatch con Dwayne Johnson e Zac Efron, lo farò, ma ricordate che mi ci hanno costretto. E soprattutto, ridateci David Hasselhoff!

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