8.0

DJI Phantom 3 Professional

Nicola Ligas -




Recensione DJI Phantom 3 Professional

Phantom 3, come facilmente intuibile già dal nome, rappresenta la terza generazione dei droni secondo DJI, che giusto quest’oggi si è arricchita di un terzo elemento, Phantom 3 Standard, che però differisce maggiormente dai modelli Professional e Advacend, che bene o male abbiamo trattato in questa recensione. Si tratta della linea più commerciale del produttore cinese, quella dedicata all’utenza comune, mentre per chi vuole ancora di più ci sono gli Inspire, ed anche sistemi modulari ancor più complessi. Ma restiamo con i piedi per terra (si fa per dire) e vediamo cos’ha da offrire DJI Phantom 3.

8.0

Confezione e costruzione

Nella confezione del Phantom 3, sia Professional che Advanced, troverete, oltre al drone stesso (con batteria e caricatore), il prezioso telecomando ricaricabile per pilotarlo, delle eliche di ricambio e varia manualistica, adesivi, gommini ed una microSD da 16 GB, in modo da essere subito pronti a volare.

Leggere il manuale non è un consiglio: è un dovere. Vi ritroverete a guidare uno strumento potenzialmente pericoloso, e che in ogni caso può rompersi a causa di una semplice disattenzione o proprio per banale ignoranza sul suo funzionamento. Considerando il suo costo, difficilmente crediamo che qualcuno voglia buttare via i propri soldi solo per la fatica di leggere delle dettagliate istruzioni.

Esteticamente parlando, se conoscete i droni della serie Phantom conoscerete anche Phantom 3: al di là di piccole rifiniture, il design è rimasto praticamente sempre quello. Un design funzionale all’utilizzo, forse non particolarmente ispirato né futuristico, ma che comunque è ben rifinito. In ogni caso, una volta in volo, guarderete molto più il telecomando del drone stesso, sempre che riusciate a vedere quest’ultimo.

8.0

Caratteristiche

I due droni della serie Phantom 3 sono molto simili, non solo esteticamente, ma proprio come caratteristiche. Entrambi pesano 1.280 grammi, batteria inclusa, entrambi hanno una velocità ideale di 16 m/s (a occhio, molto variabile a seconda delle condizioni), ed entrambi sono in grado di volare fino ad un massimo di 6.000 metri sul livello del mare.

La videocamera montata a bordo è fissa, e non può essere rimossa e sostituita con altra action cam. Questo da una parte è un limite, ma dall’altra consente di interagire con le impostazioni della videocamera stessa tramite il telecomando e l’app, cosa che non potreste fare con una action cam di terze parti.

Il sensore è un Sony EXMOR da 12,76 megapixel grande 1/2,3”, con lente da 20mm con campo visivo di 94° e rapporto focale f/2.8. I valori ISO vanno da 100 a 3.200 per i video e 100 – 1.600 per le foto. Al di là dei numeri, siamo stati molto soddisfatti del bilanciamento e della resa cromatica, così come della definizione.

La fotocamera è poi collegata ad un gimbal a 3 assi per la stabilizzazione, che fa un lavoro egregio. In buone condizioni meteorologiche sarà come aver messo una fotocamera su un cavalletto in mezzo al cielo, tanto i video risultano fermi e sicuri.

Le modalità di scatto sono le stesse tra i due modelli di Phantom 3, e comprendono:

  • Single Shot
  • Burst Shooting: 3/5/7 shots
  • Auto Exposure Bracketing (AEB): 3/5
  • Bracketed Frames at 0.7EV Bias
  • Time-lapse

Notevole quindi il fatto che ci sia anche il bracketing, assente nella maggior parte delle action cam, e graditi burst e time lapse. Le differenze tra Phantom 3 Professional e Advanced sono invece nella registrazione video:

  • UHD: 4096x2160p 24/25, 3840x2160p 24/25/30 (solo Phantom 3 Professional)
  • FHD: 1920x1080p 24/25/30/48/50/60
  • HD: 1280x720p 24/25/30/48/50/60

Il modello Professional registra quindi in 4K, laddove l’Advanced si ferma al full HD. C’è in realtà un’altra differenza: il primo ha un bitrate massimo di 60 Mbps, il secondo di 40.

Volendo essere pignoli c’è una terza, ultima differenza, più incomprensibile delle altre due: il modello Advanced è dotato di un caricabatterie di potenza quasi dimezzata rispetto al Professional, che allungherà logicamente i tempi di ricarica.

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Controlli

L’ottimo radiocomando in dotazione, un po’ pesante da tenere a lungo in mano (dotatevi magari di una tracolla, perché non è fornita), lavora nella banda dei 2,4 – 2,483 GHz ed ha una portata di ben 2 Km (se per qualche motivo doveste uscire dal range di copertura, il Phantom tornerà automaticamente da solo al punto di partenza). Si tratta di un passo in avanti enorme rispetto ai modelli precedenti, ma che ci sentiamo di prendere con le pinze. Nelle nostre prove abbiamo riscontrato qualche problema ben prima di spingere il drone così lontano, anche se va detto che stavamo operando in una zona dove potevano esserci interferenze dovute a vicine antenne. In ogni caso non prendete i 2.000 metri come un valore assoluto.

I due stick sono molto precisi e sensibili, tanto che vi consigliamo di utilizzarli con due dita per un controllo più preciso, anche se questo rende un po’ più scomodo tenere in mano il controller. Sul retro abbiamo il pulsante per avviare e fermare la registrazione video, le rotelline per cambiare la posizione della videocamera e la levetta per commutare le varie modalità. Sul davanti abbiamo invece il tasto di accensione, con sotto i LED che indicano il livello di carica, e quello per il ritorno sicuro a casa, che riporterà automaticamente il Phantom 3 nella posizione di partenza, sfruttando il fix con i satelliti GPS effettuato nella fase pre-decollo.

Presente anche un pratico stand per ospitare smartphone o tablet (da qui il consiglio di una tracolla, perché il peso potrebbe diventare davvero eccessivo), dotato di un meccanismo estensivo pratico e sicuro, ed imbottito dove serve in modo da non danneggiare il dispositivo alloggiato.

La batteria del radiocomando, da 6.000 mAh, ha un’autonomia assai superiore a quella del drone stesso, tanto che difficilmente costituirà mai un problema. La potrete comunque ricaricare con il medesimo caricabatterie utilizzato per il Phantom, il che però significa che non potrete ricaricarli entrambi in contemporanea (ed il connettore è proprietario in ambo i casi).

8.0

App

Il telecomando in dotazione non ha uno schermo, perché vuole che utilizziate quello del vostro smartphone o tablet, ed in linea di massima sarebbe un’ottima idea, anche se ci sono alcune precisazioni da fare. Tramite l’app relativa e grazie alla tecnologia DJI Lightbridge, è possibile un live view dalla videocamera del Phantom a 720p a 30 fps (potrebbe variare a seconda delle condizioni), con una latenza che DJI riporta di 220ms, abbastanza per guidare in relativa sicurezza, e che in linea di massima ci sentiamo di confermare, ma ancora una volta si tratta di un valore non assoluto.

DJI però tratta in maniera piuttosto diversa gli utenti iOS da quelli Android, e questo è valido praticamente in generale per tutti i suoi prodotti, non solo per questo Phantom 3. Sulla carta sono necessari iOS 8.0 o superiori e Android 4.1.2 o superiori per far girare l’app. Nella pratica i dispositivi della mela funzionano, quelli Android un po’ meno.

Tanto per farvi capire, l’elenco dei modelli Android raccomandati è il seguente: Samsung Galaxy S5, Galaxy Note 3, Sony Xperia Z3, Nexus 7 (2013), Nexus 9, Xiaomi Mi 3, Nubia Z7 mini. Non chiedeteci la correlazione tra questi vari dispositivi perché sembrano presi un po’ a caso. Probabilmente si tratta di modelli piuttosto popolari in Cina, ma ben diffusi anche all’estero, ma è solo un’ipotesi.

Il concetto è che non è detto l’app per Android funzioni bene su tutti i dispositivi, mentre con iOS potrete andare tranquilli sia con iPhone che con iPad. Considerando che il sistema più diffuso è il primo e che Phantom 3 è un modello consumer, si tratta di una discreta “disattenzione” da parte di DJI.

L’app in sé è però ottima, sia graficamente, che come funzionalità: oltre allo streaming è possibile controllare tutti i parametri di volo, la posizione GPS, il livello della batteria ed avviare / fermare la registrazione video, oltre a scattare foto, che poi potete trasferire con facilità sullo smartphone. Lo streaming è di qualità notevole, i controlli a disposizione tantissimi, ed il fatto di potersi interfacciare in volo con la videocamera del Phantom non ha prezzo, perché potrete andare a modificare sul momento le impostazioni della stessa (ISO, diaframma, ecc.), casomai la qualità del filmato non dovesse soddisfarvi, oltre al fatto di poter catturare foto o video in qualsiasi momento e situazione. Il voto dell’app sarebbe insomma anche superiore, ma l’incerta compatibilità la penalizza.

8.0

Il volo

DJI Phantom 3 Professional -3

Phantom 3 è divertente. È una cosa che di un drone non andrebbe mai detta, perché si tratta di un mezzo da guidare con coscienza, e non come una macchinina telecomandata. Però lo è.

Occorre del tempo però per sentirsi davvero sicuri (sempre che arrivi mai quel giorno), molto più tempo di quanto si potrebbe pensare. Per fortuna è pre-impostata una modalità principiante, che limita altezza e distanza del drone, ma che potrete rimuovere una volta presa confidenza con il mezzo. Il consiglio, nuovamente, è quello di leggere bene il manuale, e provare a fondo tutte le manovre che vi vengono proposte, in modo

Il drone è molto stabile, soprattutto una volta in quota, più del Phantom 2. I rotori sono lievemente inclinati verso l’esterno, il che forse contribuisce anche a questa maggiore stabilità. Idem dicasi per il lavoro fatto dalla gimbal, che stabilizza a dovere i video e che supera facilmente soluzioni di terze parti (principalmente nel costo), non facendo rimpiangere troppo il fatto di non poterla rimuovere.

Quando il Phantom 3 si abbassa sotto i 5 metri il controllo si fa però più difficoltoso, probabilmente perché intervengono altri sensori, e non tanto il GPS, che variano molto frequentemente la sua posizione. Il drone è infatti in teoria pensato per volare anche al chiuso (saremo sinceri: noi non ce la siamo sentita), grazie alla tecnologia Vision Positioning, che sfruttando sia i dati della fotocamera che dei sensori ad ultrasuoni scansiona il terreno sotto al Phantom in modo da potersi muovere in sicurezza. Il punto è che, all’aperto, sembra intervenire anche un’eccessiva sovracorrezione, in particolar modo se volete che il drone rimanga fermo, piuttosto che se vi state muovendo a pochi metri dal suolo.

In compenso però è migliorata la qualità di discesa del drone: anche andando giù “a manetta”, riesce a compensare bene le turbolenze che generano le sue stesse eliche e scende giù sicuro e rapido, più del precedente modello. La velocità massima invece, “a pelle”, non sembra troppo cambiata, ma dipende in parte anche dalle condizioni atmosferiche, ed in ogni caso avrete davanti un velivolo molto rapido nel rispondere ai comandi, come potrete apprezzare anche dalla videoprova in cima all’articolo.

DJI Phantom 3 è un acquisto “importante”, che potrebbe andare in fumo con la facilità con cui spingerete troppo sulla levetta sbagliata, il che forse renderà la vostra guida ancor più prudenziale, per non parlare dei possibili danni. In linea di massima comunque, un drone potrebbe difficilmente essere più semplice di così, si tratta solo di prenderci la mano, e per quanto riguarda la qualità dei filmati c’è ben poco di cui preoccuparsi (potete dare un’occhiata anche ai sample sul sito DJI, se vi fidate). Che lo guidiate quindi solo per il piacere di comandare un quadricottero, o per catturare panorami mozzafiato, è davvero difficile rimanere delusi, ed il fatidico momento in cui il telecomando comincerà a suonare per segnalarvi che la batteria si sta scaricando, arriverà sempre troppo presto.

Un consiglio da dilettanti, e valido un po’ in generale: attenzione alle possibili ombre delle eliche sulla videocamera stessa, che possono facilmente verificarsi a seconda dell’inclinazione del drone e della posizione di sole e e videocamera, e che hanno l’aspetto di veloci bande nere orizzontali (ne vedrete alcune anche nella videorecensione).

7.0

Autonomia

La batteria da 4.480 mAh, su entrambi i Phantom 3, è sufficiente per una ventina di minuti di volo, in particolare se continuato, ma dipende anche da come utilizzerete il drone, dai venti ed in generale dalle condizioni della zona in cui decollerete. Diciamo che una batteria di riserva è un acquisto consigliato, per non dire obbligato, soprattutto se volerete lontano da casa.

7.5

Prezzo

DJI Phantom 3 Advanced costa 1.099€ mentre il modello Professional sale a 1.399€. Diciamo che 300€ di differenza per avere il 4K (e poco altro, come abbiamo già visto) non sono pochissimi, anche se, non essendo il corpo macchina removibile, questo lo rende più “a prova vi futuro”, oltre al fatto che avrete riprese aeree ancor più definite, che vi permetteranno di osservare dall’alto ogni minimo dettaglio.

Il prezzo generale è comunque abbastanza buono, ma non certo economico. Il lato positivo è che avrete un prodotto completo e pronto a volare senza ulteriori spese, ed in grado di realizzare filmati che finora avevate visto solo al cinema o in televisione, il che non è certo banale.

La concorrenza di questo livello è poi quasi inesistente in Italia (e quella di rango inferiore, in proporzione, è anche più cara), ma a partire dagli USA le cose si stanno muovendo, con proposte anche più economiche e, sulla carta, altrettanto valide.

Foto

Ringraziamo Gianluca per aver contribuito alla realizzazione di questa recensione.

Giudizio Finale

DJI Phantom 3 Professional

8.0

DJI Phantom 3 Professional

Phantom 3 è la quintessenza del drone secondo DJI: semplice il più possibile, ma completo di controlli avanzati, capace di volare a grande distanza da voi, e soprattutto dotato di un comparto fotografico di tutto rispetto. Manca ancora qualche funzione più avanzata, come l'inseguimento di un oggetto o la possibilità di selezionare un punto su cui mantenere sempre il fuoco della videocamera, ma dovrebbero arrivare con prossimi aggiornamenti, e fino ad allora avrete tre modelli Phantom 3 fra cui scegliere, per tutte le esigenze e (quasi) tutte le tasche.

Pro
  • Facilità di utilizzo
  • Ottimo radiocomando
  • App completa e ben fatta
  • Qualità video
Contro
  • App per Android non sempre compatibile
  • Videocamera non removibile
  • Autonomia appena sufficiente
  • Per molti, ma non per tutti
  • Fabri

    Ragazzi ma visto che Audi vi ha dato un sacco di soldi per usare il vostro jingle musicale, che ne dite di regalare qualche dji ai vostri fedeli lettori? 🙂

  • Massimo Pasi Pirali

    per la legge italiana i droni devon volare sempre a vista e non possono andare a più’ di 150 mt altezza e 500 mt di distanza
    Diamo le giuste informazioni

    • Daniele Papalini

      150/500 m valgono per un uso professionale, quindi per le persone munite di autorizzazione ENAC che abbiano sostenuto esami teorici e pratici.
      Per amatori i limiti sono 70 m (verticalmente) e 200 m (orizzontalmente).