8.0

YI M1: la mirrorless low cost merita davvero? (foto e video)

Cosimo Alfredo Pina -




Recensione YI M1

Dopo aver sbaragliato il settore delle action cam, YI ci prova anche in un settore davvero molto difficile del mercato, ovvero quello delle fotocamere ad obiettivo intercambiabile. La YI M1 è infatti una mirrorless che prova ad inserirsi in una fascia già ben popolata, quella delle entry level. Come sempre con un rapporto qualità prezzo è il fulcro della leva dell’azienda.

Andiamo quindi a vedere cosa ha effettivamente da offrire questa mirrorless con la nostra prova del kit che include l’obiettivo zoom 12-40 mm.

8.5

Confezione

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La YI M1 arriva in una scatola piuttosto elegante e ben fatta, in cartone nero. All’esterno è estremamente minimale: a fronte il simbolo YI, mentre sul retro un adesivo con le principali caratteristiche della fotocamera.

L’interno è diviso in due parti, una superiore costituita da materiale spugnoso dove sono alloggiati corpo macchina ed obiettivo, ed una inferiore a scomparti, con manuale di primo utilizzo (anche in inglese), batteria, cinghia in pelle, panno in microfibra, cavo micro USB e caricabatteria (5 V, 1 A) con presa non europea.

Fortunatamente potete usare qualsiasi caricabatteria USB a 5 V. Nel complesso una buona fornitura.

7.0

Costruzione

La YI M1 ha la struttura di una classicissima mirrorless di fascia bassa. L’approccio dell’azienda è stato quello di rimanere sul minimale, puntando sul touchscreen per la maggior parte delle operazioni. Così all’esterno la fotocamera risulta piuttosto scarna.

Di fronte l’illuminatore autofocus, ovviamente l’attacco per l’obiettivo (Micro Quattro Terzi) e il pulsante di sgancio dell’ottica. Sul lato destro c’è uno sportellino che cela connettore microUSB 2.0, slot per la scheda SD e porta micro HDMI.

Sul lato opposto niente da segnalare, se non tre fori per l’altoparlante integrato. Posteriormente domina il display da 3” affiancato da soli due pulsanti. La parte più ricca è la placca superiore.

Partendo da sinistra troviamo i due microfoni (registrazione quindi stereo), slitta per un flash esterno, ghiera per la selezione delle modalità di scatto, che integra anche il pulsante per la registrazione dei video, ghiera per variare parametri, ed infine il pulsante di scatto, circondato dall’interruttore di accensione. Inferiormente attacco a vite per il cavalletto e sportellino per accedere alla batteria removibile.

Il materiale che domina nella scocca è la plastica, di non particolare pregio, ma ghiere e pulsanti sul lato superiore e le parti più suscettibili a sollecitazioni, come slitta per il flash, attacco per obiettivo e vite del cavalletto, sono realizzate in metallo.

Le dimensioni sono contenute e la fotocamera risulta leggera. Ad aiutare l’impugnatura ci sono due sporgenze pronunciate, ma comode sulla mano, sulla parte destra. Ovviamente chi ha mani molto grandi farà più fatica.

La M1 non è tropicalizzata e quindi dovrete prestare attenzione a non farle prendere troppa acqua e polvere, visto che non è presente un sistema di pulizia del sensore.

Foto YI M1


8.0

Hardware

YI ha cercato di mettere su questa M1 tutto quello che serve per scattare in ogni condizione, con un sensore a risoluzione relativamente alta, un bel intervallo di sensibilità, raffiche fino a 5 fps e come, era lecito aspettarsi vista l’esperienza in questo comparto, video 4K fino a 30 fps. Nel complesso il quadro hardware sulla carta è buono. Di seguito le caratteristiche tecniche principali e focus sui vari componenti.

  • Sensore: 20 megapixel CMOS formato Quattro Terzi (17,3 x 13 mm)
  • Obiettivo: in kit il 12-40 mm f/3,5-5,6 (24-80 mm equivalente) ed il 42,5 mm f/1,8 (85 mm equivalente), in generale tutti i Micro Quattro Terzi
  • Sensibilità: 100-25600 ISO
  • Tempi di scatto: da 60 sec. fino a 1/4.000 di sec.
  • Raffiche: 5 fps
  • Flash: no, slitta per esterno
  • Schermo: 3” da 1,04 milioni di punti
  • Video: fino a 4K a 30 fps, 1080p a 60 fps (H.264)
  • Connettività: Wi-Fi, Bluetooth LE (4.1)
  • Batteria: 900 mAh, 380 scatti dichiarati
  • Dimensioni: 113,5 x 64,3 x 33,6 mm
  • Peso: 281 g (senza obiettivo, con batteria)

Display

Il display della YI M1, non ribaltabile, occupa gran parte del lato posteriore e non a caso. Il touchscreen, in vetro, è infatti il principale modo con cui andrete ad interagire con le funzioni della cam. A tal proposito il touch risponde bene, anche se a volte, quando si agisce con fretta, le gesture (pinch to zoom e swipe) vengono interpretate come tocchi.

La visibilità è buona, anche di giorno e nelle situazioni più estreme si può alzare la luminosità al massimo. Peccato per la risoluzione non proprio top che rende a volte difficile il fuoco manuale o capire, in fase di riproduzione, se una foto è ben riuscita.

Obiettivo

L’obiettivo che abbiamo provato è il 12-40 mm f/3,5-5,6 di YI, che sul sensore si traduce come un 24-80 mm equivalente, un classico zoom tuttofare. Tutte le parti esterne, fatto salvo ovviamente per gli elementi ottici, sono realizzate in plastica, incluso l’attacco.

Particolare il meccanismo a sblocco che permette all’obiettivo di rimanere compatto quando non lo si usa, anche se dovrete ricordare di far girare un po’ la ghiera dello zoom prima di iniziare a scattare o anche solo per accedere ai menu della fotocamera.

La qualità è paragonabile a quella di un classico obiettivo da kit, quindi adatto come punto di partenza. Buona la resa dei colori, meno la nitidezza. YI offre anche un 42,5 mm (85 mm equiv.) f/1,8, pensato principalmente per i ritratti. Quest’ultimo non abbiamo avuto modo di provarlo, ma online se ne parla bene.

Inoltre l’attacco Micro Quattro Terzi permette di usare la M1 con un gran numero di ottiche, come quelle di Panasonic e Olympus.

Connettività

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Una delle caratteristiche più interessanti della M1 è il comparto smart. A bordo ci trovate infatti Bluetooth e Wi-Fi. Con questa fornitura potete connetterla con uno smartphone, Android od iOS, tramite la relativa app YI Mirrorless.

Questa vi permetterà ad accoppiare la fotocamera con il vostro dispositivo mobile. Potrete così scaricare le foto sul vostro smartphone e modificarle con l’editor interno, con tanto di filtri in stile Prisma. Peccato non sia possibile comandare la fotocamera da remoto e che la M1 non sia utilizzabile quando connessa.

Potete comunque scaricare, il firmware più recente per la M1 oppure nuovi preset di scatto. Sull’app sono inoltre presenti alcune guide (in inglese) con suggerimenti dedicati a certi tipi di scena (ritratto, paesaggio…).

Autonomia

La batteria della M1 da 900 mAh fa il suo dovere e vi permetterà di scattare circa 200 foto abbondanti. Per guadagnare qualche posa in più potete disattivare il Bluetooth o abbassare la luminosità, ma ricordate che l’LCD non può essere spento manualmente, ma solo con la modalità sleep (introdotta con il firmware 1.2-int).

7.0

Software e performance

L’interfaccia della YI M1, tradotta anche in italiano, è molto semplice da usare e si articola in tre principali schermate. La prima che vi si para davanti è quella di scatto dove ovviamente viene riportata l’inquadratura, circondata dai dati più utili come sensibilità ISO, parametri di scatto (diaframma, tempo di scatto e compensazione dell’esposizione), qualità, batteria, tipo di messa a fuoco. Con uno swipe verso sinistra si richiama la schermata delle impostazioni scorrevole verticalmente, di seguito le cose più interessanti che ci trovate:

  • Sensibilità ISO
  • Bilanciamento del bianco (anche impostabile manualmente)
  • Metodo di misura dell’esposizione
  • Autofocus (singolo, continuo, manuale, manuale con peak)
  • Riconoscimento dei volti
  • HDR
  • Metodo di scatto (singolo, raffica, temporizzato)
  • Connettività
  • Time lapse
  • Qualità di ripresa video
  • Bracketing
  • Impostazioni di sistema
  • Lampada AF (spegnimento/accensione)
  • Griglia
  • Stabilizzazione

Tornando nella schermata di scatto e con uno swipe verso destra si passa ad una schermata che varia con il tipo di modalità di scatto scelta sull’apposita ghiera. Con quelle manuali (P, S, A, M) e l’automatica si può scegliere la regolazione dei colori, tra standard, ritratto, vivido, bianco e nero naturale e bianco e nero ad alto contrasto.

In modalità “C” ci troverete invece varie pose di ritratti. Selezionandone una verrà sovrapposto un contorno all’inquadratura che potrete usare per comporre la foto esattamente come l’abbiamo vista nei preset. Oltre alle pose integrate potrete scaricarne altre con l’app, ma per alcune di queste viene richiesto obbligatoriamente l’obiettivo 42,5 mm di YI.

Nella modalità Scene ci troverete i classici “Paesaggio”, “Sport”, “Fuochi d’artificio” e simili.

Tutto sommato niente male come fornitura di feature, considerando che ad ognuna di queste si accede in pochi swipe e tap, ma è un vero peccato che manchino indicatori più avanzati come l’istogramma o uno per la distanza di messa a fuoco.

Inoltre a volte l’assenza di più comandi fisici si fa sentire, ma è principalmente una questione di abitudine. Passando al lato performance, la M1 si comporta piuttosto bene. L’accensione è rapida, i menù sufficientemente reattivi, le raffiche più che sufficienti per un uso amatoriale.

C’è anche un sistema di stabilizzazione, ma è elettronico ed utilizzabile solo durante le riprese video con risoluzione inferiore al 4K. Dove pecca di più la prima mirrorless di YI è senz’altro nell’autofocus, non sempre preciso o che a volte non riesce ad agganciare un soggetto in tempi ragionevoli, soprattutto la sera o in stanze non ben illuminate ma non di rado fatica anche di giorno e con soggetti relativamente facili.

A tal proposito potete aiutare la cam selezionando (con un tap direttamente sullo schermo) il punto di messa a fuoco, su una griglia da 81 punti, oppure, se state scattando ritratti, attivando il riconoscimento dei volti.


7.5

Foto: qualità d’immagine e sample

Come scatta quindi questa YI M1? Nella nostra prova abbiamo ottenuto risultati piuttosto soddisfacenti. Quando gli ISO restano bassi i JPEG sono più che buoni mentre la riduzione del rumore integrata è forse troppo aggressiva e penalizza le situazioni con scarsa luminosità. Generalmente buona anche la fedeltà dei colori, mentre la gamma nelle situazioni più estreme soffre, anche con l’HDR attivo. La camera offre sia sRGB che AdobeRGB.

Per spremere a pieno la M1 però è consigliabile scattare in RAW. È infatti con questo formato che la prima mirrorless di YI dà il suo meglio, anche quando la luce è poca. Ricchi di informazioni i file grezzi della M1 permettono di ottenere buoni scatti, con un po’ di accortezza fino a 6.400 ISO.

Di seguito alcuni scatti che abbiamo avuto modo di catturare con questa YI M1. Nelle gallerie qui sotto (i file RAW sono stati modificati ed esportati con Lightroom) trovate i file leggermente compressi, ma vi lasciamo un link anche ad un archivio (437,8 MB) con gli originali.

Sample RAW modificati

Sample JPEG

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Video: qualità e sample

La YI M1 non se la cava affatto male neanche con i video, che riesce a riprendere in 1080p a 60 fps, 2K a 30 fps, 4K a 30 fps. Apprezzabile la presenza della stabilizzazione elettronica, che però non può essere usata a piena risoluzione (4K), bisogna quindi scendere almeno al 2K. Peccato per l’assenza di un jack per microfono, ma comunque l’attacco a slitta per il flash aiuta nell’uso di soluzioni esterne. Di seguito due sample, uno in 4K e l’altro a 1080p.


8.5

Prezzo

La YI M1 non è priva di difetti, ma ha un grande vantaggio: con il giusto approccio sforna belle immagini e video, costando poco. Al momento della scrittura della recensione su GearBest (dove sconti e coupon non sono infrequenti), la YI M1 si trova a circa 360€ per il kit con l’obiettivo zoom, mentre quello con due ottiche a circa 450€.

Acquisto

Di seguito i link agli shop succitati, ma ricordate che con GearBest le spedizioni partono dalla Cina.

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Giudizio Finale

YI M1

8.0

YI M1

La YI M1 è un ottimo punto di partenza per entrare nel mondo delle mirrorless e più in generale in quello delle fotocamere a lenti intercambiabili. Il prezzo è davvero allettante, ma ricordate che non è ottimale per la fotografia di azione. Il supporto al formato Micro Quattro Terzi la rende inoltre un ottimo corpo di riserva per chi ha già un corredo di ottiche compatibili con questo standard.

Pro
  • Prezzo
  • Qualità RAW e video
  • Interfaccia intuitiva
Contro
  • Autofocus altalenante
  • Stabilizzazione solo elettronica
  • Pochi comandi fisici
  • Pocce90

    Bo, di certo sulla carta sembra buona come entry level, ma a quel prezzo preferirei una Canon EOS 1200…

    • Giacomo Brugnolo

      Che non è una mirrorless. Sono due universi molto diversi

      • Pocce90

        Si certo, ma se devo valutare reperibilità degli obiettivi, assistenza, qualità dei materiali, preferisco rinunciare a questa mirrorless e andare di reflex (probabilmente)

        • Fabrizio Ricci

          Premetto che non è affatto economica per quello che offre secondo me, però la reperibilità degli obiettivi è l’ultimo dei problemi essendo una mft

    • TheAlabek

      Ma va…la 1200D è inqualificabile e sopratutto ti scordi di fare quei due video che potresti fare con questa.
      Prodotti diversissimi

  • Simoubuntu

    Ma fa veramente solo 200 foto con una carica? Mi sembra pochino!