Dopo aver visto Iron Fist ho smesso di credere nelle recensioni

Nicola Ligas - Ovviamente le nostre recensioni sono tutte giuste.

CNET: “Too grounded to punch out of Marvel mold.The Verge: “Iron Fist isn’t just racially uncomfortable, it’s also a boring show.The Guardian: “Iron Fist is a terrible show.” Questo giusto per darvi un’idea generale di cosa pensa la stampa internazionale di Marvel’s Iron Fist, l’ultima serie TV Netflix dedicata ai “supereroi”, ma se vi fate un giro su Metacritic vedrete che la situazione è anche peggio di così; ed il tutto senza nemmeno scomodare la stampa nostrana, le cui prime recensioni in particolare sono state tutt’altro che lusinghiere.

Ora, dovete sapere che, di solito, più mi parli male di una cosa e più mi fai venire voglia di provarla; quantomeno in linea generale. Per questo motivo mi sono buttato su Iron Fist, senza alcun pregiudizio ma aspettandomi comunque il peggio, e ne sono invece uscito assai meglio di come avrei pensato. Dov’è stato quindi il corto-circuito? Perché tanti recensori hanno detto “no”, e io al massimo posso arrivare a “ni”? Sbaglio io o sbagliano loro? Per capirlo dobbiamo, secondo me, fare un passo indietro.

C’è infatti una terribile verità con cui dobbiamo confrontarci tutti: l’oggettività non esiste più; non va nemmeno di moda. Un tempo i giornalisti facevano della loro atarassia una regola professionale (pace all’anima di Montanelli), ma col tempo non solo ci siamo accorti che l’obiettività non esiste, ma nemmeno la vogliamo più. Ci sono fior fiore di recensori che fanno invece del loro essere “biased” un punto di orgoglio, basato sull’idea che il lettore si fidi di loro e voglia sentire la loro opinione, non una semplice cronaca.

Questo ragionamento andrebbe anche bene in linea generale, ma purtroppo si basa su un postulato errato: che l’utente si fidi del recensore. Nella maggior parte dei casi invece, il recensore non è altro che uno strumento nelle mani di un lettore che cerca solo qualcuno che la pensi come lui, magari per sbatterlo in faccia agli amici che dicono il contrario. Se lo trova, quello è il recensore più preparato del mondo; in caso contrario è un incompetente. O un venduto. È lo stesso principio in base al quale siamo tutti allenatori, politici, ecc. Ne sappiamo sempre più di chi dovrebbe saperne più di noi.

il recensore è bravo solo nella misura in cui la pensa come noi

La fiducia non è una cosa facile da guadagnarsi, ne sono ben consapevole, ma sono altrettanto consapevole, in veste non solo di recensore ma anche di lettore, che non sia poi così difficile capire chi possa meritarsela e chi no. Magari non lo capirete al primo colpo, magari nemmeno al secondo, ma dopo un po’ di tempo inizierete a capire quanto il parare di un recensore sia affidabile o quanto sia condizionato da “fattori personali” che minano l’efficacia del suo giudizio.

Torniamo ad Iron Fist. Io purtroppo non “conosco” nessuno dei critici che l’hanno così brutalmente stroncato. Non conosco i loro gusti, non so se abbiamo visto le stesse lunghe scene noiose in Luke Cage che ho visto io, o i ridicoli combattimenti di Jessica Jones, quindi non so se posso fidarmi o meno. So solo che, secondo me, Iron Fist viene dopo Daredevil nel poker di serie TV Marvel di Netflix. Ecco, se stavate cercando qualcuno che avvalorasse questa vostra tesi, l’avete trovato. Ora potete sbatterlo in faccia ai vostri amici; anche se dovrei precisare che non sono certo un critico televisivo/cinematografico, quindi probabilmente mi sbaglio.

Non posso quindi dirvi cosa ci sia di preciso in Iron Fist che non me l’abbia fatto cestinare con tanta facilità, ma intanto posso dirvi cosa non c’è. Non c’è un cattivo all’altezza di Vincent D’onofrio / Kingpin o di David Tennant / Killgrave, non ci sono scontri ben coreografati come quelli di Daredevil, né dei piani-sequenza che si avvicinino a quelli dell’uomo senza paura, ed il protagonista, Finn Jones, semplicemente “non fa paura”, non sembra uno in grado di sfondare porte d’acciaio con un pugno; diavolo, ne sembrava più capace Krystn Ritter!

Non ci sono però nemmeno dei lunghi momenti vuoti (vedi appunto Luke Cage), né dei buchi di trama (Jessica Jones), e nel complesso la narrazione di Iron Fist riesce a scorrere sempre con lo stesso ritmo, con qualche colpo di scena quando serve, arrivando alla conclusione senza annoiare e senza particolari cali, il che non è poco in 13 episodi di 50 minuti l’uno.

Danny Rand è la sintesi degli altri supereroi Marvel, che piaccia o non piaccia

Iron Fist è un po’ come quel nuovo dispositivo che non aggiunge nulla al precedente, ma questo non significa che non possa comunque essere all’altezza delle aspettative. Danny Rand è a suo modo la summa dei personaggi che lo hanno preceduto: è un combattente corpo a corpo come Matt Murdock, soffre di disturbo post-traumatico da stress come Jessica Jones, e sfonda le pareti a cazzotti come Luke Cage. Ma nonostante questo, ha comunque una sua identità, una “fanciullesca ingenuità” (più che giustificata dalla trama) nella quale devo riconoscere che Finn Jones rende piuttosto facile immedesimarsi, ed in questo senso credo che la sua scelta come attore sia stata azzeccata; anche se non ha un fisico da culturista ed anche se il tatuaggio sul petto, più che col fuoco di un drago, sembra glielo abbiano dipinto con gli acquerelli.

La cosa che mi è piaciuta di meno è forse il finale, semi-aperto come in tutte queste serie TV Marvel, che sembrano volerti dire “forse ci sarà una prossima stagione o forse no, staremo a vedere“, e che per questo motivo però non sì sbilanciano poi tanto e non ti fanno trepidare in attesa del seguito. Tra l’altro, prima di un’ipotetica nuova serie destinata ad Iron Fist, dovremmo rivedere Danny al fianco dei suoi predecessori, nella “serie riunita” The Defenders.

Se questa fosse una recensione con tutti i crismi, darei probabilmente un 7 – 7,5 ad Iron Fist, e probabilmente sbaglierei, perché voglio “fidarmi sulla fiducia” dei colleghi americani, e non solo. Mi consolo pensando di essere appena diventato il “recensore più preparato del mondo” (Cit.) agli occhi di qualcuno. E scusate se è poco.

  • Gunny35

    Io non sono riuscito a finirlo, ma non era malvagio. Forse il punto debole è proprio nel protagonista. Avendo letto da bambino qualche fumetto, se non ricordo male allegato all’uomo ragno, tutto mi aspettavo meno che un hipster stralunato.

  • May I Survive

    allora, l’ho finito l’altra sera e a me è piaciuto. niente di che, ma si fa guardare senza nessun problema.
    a me, per esempio, non è piaciuto assolutamente daredevil (mi ha annoiato a morte dopo 3 puntate e l’ho abbandonato) e ho divorato 2 volte jessica jones.

    e si, il finale fa “pena” xD

  • ioa

    Io l’ho guardato ed effettivamente non era affatto male. Forse un po’ lento ma non noioso.
    Sicuramente migliore di Jessica Jones a mio parere, che si reggeva solamente grazie ad un cattivo studiato veramente bene.
    Diciamo che magari avrei dato 6,5/7 ma sicuramente non lo avrei distrutto come ha fatto la stampa

    • lol doveva essere 7/7.5, mi sono perso il primo 7 😉

      • ioa

        Perdonami ma non ho capito😅
        Edit. Ho riletto e capito😅

  • Sosysauce

    Il problema di fondo è stata una assurda polemica di una parte dei blogger americani su un supposto “whitewashing” in questa serie. Secondo costoro il protagonista doveva essere un asiatico, anche se nei comic book Marvel è, come nella serie tv, un bianco che pratica arti marziali.

  • Angela

    E’ stato penalizzato dalla polemica del mighty whitey o white saviour o whitewashing o qualunque altra connotazione negativa della bianchitudine si abbia in America. Chiaro, la serie non brilla. Ma siccome il critico medio partiva prevenuto perché da bianco, ricco e con l’attico fingeva di interessarsi alle minoranze il fatto che lo show partisse peggio degli altri tre l’ha un po’ investito del diritto di parlarne molto peggio di quelli, come se fosse la schifezza immonda che tutto sommato non è per nulla.

    Io comunque dei critici non mi fido più da parecchio, come anche degli Oscar. Le cinque stelle abbottate a presunti filmoni che si rivelano essere scemenzuole banali hanno tagliato i rapporti tra noi già qualche anno fa.

  • Conan

    Io penso che, whitewashing a parte, sia una delle peggiori produzioni Netflix ed anche una delle peggiori “marvel”, fa schifo!

  • Matteo Zerbi

    Sono d’accordo in tutto. Ho letto alcune recensioni che l’hanno completamente smontato, ma a me sta piacendo molto.
    Fin dalla prima puntata mi ha preso e mi ha invogliato a guardare le puntate successive, cosa che non mi è successo con Lukas Cage e Jessica Jones.
    Forse i combattimenti non sono al top e a volte il ritmo è un po’ più lento di come lo vorresti, però lo ritengo appena sotto Daredevil.

  • Alfredo Battista

    Devo essere sincero: non condivido molto di quanto c’è scritto qui dentro.
    Dire che l’oggettività non esiste più è una grossa baggianata. Non è che non esiste più l’oggettività, non esistono più persone competenti che parlano dei settori di loro competenza, oppure esistono ma sono soffocati dalla miriade di gente che senza alcun titolo prende e parla.
    Con l’idea che tutti possono dire tutto, l’unico rapporto esistente (come giustamente fatto notare qui) e quello tra recensore e lettore. Il problema è che molto spesso il lettore legge quel recensore lì perché vuole sentirsi dire quelle determinate cose, creando un corto circuito pazzesco. Ed è qui che è sbagliato, perché la cosa più sbagliata del mondo è dire alle persone quelle che vuole sentirsi dire.
    Anche io ho letto le recensioni iniziali di Iron Fist e anche io mi ero inizialmente ricreduto dopo aver visto le puntate iniziali. All’inizio la serie non decolla (e non lo fa mai in tutta la serie), però sembrava avesse realmente qualcosa da dire.
    Tuttavia ben presto ho realizzato che le recensioni, forse un pelino esagerate, non erano del tutto sbagliate.
    La serie è totalmente riempita da momenti morti ricchi di dialoghi talvolta mediocri e banali. I personaggi sono veramente risibili, vorrebbero dire tante cose, ma risultano inconcludenti, talvolta incoerenti e piattissimi. La serie non decolla mai, non c’è mai una scena particolarmente memorabile e anche i colpi di scena da te accennato sono poca, pochissima roba.
    La svolta grosso modo si ha a partire dalla 5-6 puntata per poi tornare nel nulla più totale.
    E’ un prodotto molto mediocre, non intrattiene e sì, annoia per la sua mediocrità.
    Arrivare fino alla fine ha richiesto uno sforzo bestiale da parte mia e, lo ammetto, nelle ultime puntate l’ho utilizzata da sfondo mentre facevo altro perché altrimenti l’avrei totalmente mollata.
    Quindi si, le recensioni forse hanno esagerato, ma leggendole dopo a mente fresca di visione, non hanno quasi mai detto qualcosa che non sia la realtà della serie stessa.
    A parte la polemica del whitewashing che non l’ho mai capita e mai la capirò.
    Concludo dicendo che sarebbe opportuno che ognuno di noi iniziasse a capire effettivamente chi scrive determinate cose, se è uno che magari ha studiato ed è competente o è un ragazzino che ha aperto un blog e ha visto tre film in vita sua.
    Capire quali recensori hanno reali competenze, leggere cosa hanno da dire e poi pensare sempre e soltanto con la propria testa dovrebbero essere le basi del vivere quotidiano.

    • La mia era una semplificazione, ma sta di fatto che oggi l’oggettività non è più un vanto come lo era un tempo, e sembra che al pubblico nemmeno importi.

      • Alfredo Battista

        Appunto per questo dico che sarebbe opportuno ritornare a “educare” i lettori a perseguire l’oggettività delle cose e non soffermarsi alle semplici opinioni spacciate per recensioni. Perché appunto “semplificazioni” del genere applicate ad un discorso più generale portano la gente a credere che l’autismo sia generato dai vaccini e che le scie chimiche controllano i nostri pensieri (perdonate ho un pò deragliato dal discorso base, ma è per chiarire meglio ciò che intendo esprimere).
        Non voglio fare una polemica, ma è semplicemente un discorso a cui tengo particolarmente visto la deriva che sta prendendo il web negli ultimi anni e sarebbe opportuno che si iniziasse a fare qualcosa in tal senso.

        • Sapessi quanto ci tengo io! Il problema è che posso anche dire che mi ritengo oggettivo, ma poi ci sarà sempre quello che penserà che non lo sei perché pagato, incompetente, ecc. ecc.

          • Alfredo Battista

            Già, per questo ho parlato di “educare”.
            Ovvio che non sarà facile.
            E poi comunque chiaramente sei pagato per parlare bene di Iron Fist 😉

  • Rumenta

    il problema è che i “recensori” sono personaggi senza alcuna professionalità e autorevolezza, spesso con il primo accenno di peluria sotto il naso o appena usciti dal tunnel dell’acne.

    Insomma, è gente a cui piace una cosa e accetta di scriverne (spesso e volentieri) gratis sul uebbe. L’assenza di competenza specifiche (se non il: guardo serie tutto il giorno) ha come unica possibilità comunicativa quella di “fare il personaggio”.

    Detto questo, IF, per me, è la più brutta delle serie netfliex-marvel, brutti i titoli, troppe cose buttate lì o sviluppate a cazzo di cane, bruttine le scene di botte (salvo la scena in ascensore) e il kung fu svolazzante ha rotto il cazzo dai 3 dell’operazione drago.

  • magicblack

    Il titolo mi ha incuriosito, il contenuto mi ha un po’ deluso. Hai detto sicuramente cose giuste e che condivido, ma manca il succo della questione: il metro di giudizio utilizzato dai critici/recensori non è lo stesso degli utenti/lettori/spettatori. Lo spettatore medio si concentra molto (per me troppo) sull’intrattenimento, il critico su aspetti più tecnici (regia, sceneggiatura, prove attoriali). È normalissimo che si creino discrepanze incredibili fra quello che pensa un critico e uno spettatore. Ho amici che reputano la serie TV “Quantico” una serie bellissima, fantastica. Se giri un po’ di forum per appassionati di serie TV il giudizio medio su quella serie è “trashata assurda, la vedo per farmi due risate”. Possiamo girarci attorno quanto vogliamo, ma dobbiamo sempre tornare a questo punto: lo spettatore medio giudica quel che vede su determinati fattori, che sono quasi sempre elementi poco utili per recensire un prodotto televisivo. Per dire: i cliffhanger. Il pubblico medio ama i cliffhanger, ama i colpi di scena. Spesso li ricercano e li vogliono insistentemente e giudicano bene o male una serie a seconda del numero di colpi di scena presenti. Ma è un metro di giudizio valido? Il colpo di scena è una cosa così necessaria? Potrei continuare all’infinito, ma il punto ormai credo di averlo chiarito.

    Su Iron Fist. Io ho visto 6 dei 13 episodi. Anche per me non è il male assoluto, non è la porcata dichiarata, ma è sicuramente un passo indietro (un altro) rispetto a Daredevil e un’altra delusione Marvel by Netflix. La trovo una serie troppo canonica, banale e piena di tutti quei cliché e delle situazioni già viste, riviste e straviste in prodotti del genere. Mi sembra un prodotto molto più vicino a serie come Arrow, The Flash (sto esagerando eh) piuttosto che all’universo Marvel di Netflix. Mi sa di prodotto vecchio, riciclato, la solita minestra sui supereroi. Non c’è l’introspezione presente in Daredevil, non ci sono elementi di regia che fanno saltare dalla sedia, non c’è (per ora) un villain carismatico, non c’è un legame con i personaggi (tutti abbastanza freddi e con caratterizzazioni banalotte e classiche). Sono tutti elementi che credo possano portare la critica ad affossare un prodotto del genere. Magari esagerando e magari pensando troppo a Daredevil. Ma quando sei Netflix e ti presenti una sera con Daredevil e un paio di sere dopo ti presenti con Luke Cage e Iron Fist, non puoi prendertela che poi ti sparano addosso di tutto.

    • Sono d’accordo sulla discrepanza critica/pubblico, che c’è sempre, ma io non è che abbia citato chissà quali critici, bensì stampa generalista come The Verge o CNET, e ce ne sono tanti altri che l’hanno stroncato che comunque non sono “critici” nel senso letterale del termine

  • Modho

    Il Nostalgia Critic ha avuto una riflessione simile a questa.

    A parte i soliti affetti dalla “sindrome di rolling stone” che li rende inutilmente aggressivi e pessimisti con il 3 o 3.5 in canna, i recensori giudicano negativamente o positivamente una cosa in base al momento in cui viene presentata.
    Iron First viene giudicata male non perché loro non vedono la qualità in se della storia, ma perché avendo di fronte l’ennesima serie cupa e cruda come daredevil, tendono a valutare principalmente i suoi difetti valutando se “vale la pena guardarla rispetto a tutte le altre 2000 serie con la stessa impostazione uscite in quel momento.”

    Si tratta dello stesso principio che viene usato nel mondo della musica, dove viene criticato l’album troppo simile al precedente o non in linea con i tempi, o i videogiochi che sfruttano troppo il gameplay dominante o sono di concezione troppo vecchia, o il film che viene giudicato bene o male in base al genere più utilizzato o dal concept della storia.

    Alla fine è inutile pensarci. Ci sono tante opere che vengono valutate in base al momento, sia negativamente che positivamente, e proprio come è accaduto con Avatar, definito capolavoro ai suoi tempi per la sua “grafica” e ora visto come un comune film con poca fantasia in fatto di trama, o Star Trek 2009, definito una rinascita del genere in un momento in cui il nome della saga era sbiadito e ora visto con un occhio più critico sulla sua identità, o un Fight Club stroncato dalla critica per il suo genere e l’anno in cui è stato rilasciato e poi rivalutato in seguito con mente più lucida, anche questo iron fist verrà rivalutato nel complesso insieme a jones e cage per vedere se davvero è cosi brutto come sembra.

  • MeneS

    Recensioni o no…io mi sono fermato alla 3 puntata che era semplicemente noioso

  • masked?who

    mah si, iron fist, guerriero kung fu stramegaforte ma poi ha un fisico da twink adatto a porno gay

    • Ghriewolf

      Ma forse il kung fu non si basa sulla forza bruta?…

      • masked?who

        neanche sul fisico di topolino

  • Sadrac

    La cosa PEGGIORE di molti recensori e utenti che stanno commentando qui è che molti si lamentano di un presunto “whitewashing”, ritenendo che il protagonista avrebbe dovuto essere asiatico e non bianco… questa gente evidentemente non ha mai aperto un solo fumetto di Iron Fist, altrimenti saprebbero che Danny Rand è sempre stato bianco, nato a New York da genitori bianchi! Ma loro si sentono professori, e quindi fanno le recensioni autorevoli… ma annate a zappà ‘a tera!

  • giorgio baldi

    domandona al recensore (ottima recensione e vera, finalmente! chapeau), su netflix, iron fist è l’unica serie marvel che viene catalogata come “VM18”, a differenza delle altre, che erano “VM14”; come mai? è cosi’ tanto PIU’ violenta di, per dire, Daredevil? grazie !