Spotify ha deciso di iniziare a vendere i dati degli utenti non paganti

Cosimo Alfredo Pina

Spotify è il servizio di streaming più apprezzato e le cifre lo dimostrano. La chiave del suo successo è principalmente il fatto di offrire il suo servizio anche in maniera gratuita, grazie alla pubblicità e adesso anche un nuovo mezzo di monetizzazione: i dati dei suoi utenti.

Da oggi il servizio di streaming metterà a disposizione, ovviamente a pagamento, a chi acquista spazi pubblicitari su Spotifiy (le interruzioni di 15 o 30 secondi tra un brano e l’altro) dati degli utenti non paganti, in particolare età, sesso, genere musicale in ascolto e playlist.

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Con queste informazioni le aziende potranno realizzare pubblicità mirate e quindi potenzialmente più efficaci. In effetti non è niente di troppo diverso da quello che fanno Facebook o Google e dal punto di vista dell’utente è il prezzo da pagare per usufruire di un servizio a costo zero.

Se ci ricordiamo inoltre che il bilancio di Spotify è ancora in rosso, fintanto non raggiungerà la “massa critica” di utenti, è facile capire come questa mossa, da un punto di vista azienda, sia quella giusta per accelerare la crescita dei guadagni. Quanti di voi abbandoneranno Spotify dopo questo cambio di politica?

Via: EngadgetFonte: Spotify