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L’Unione Europea vuole vedere più produzioni locali su Netflix

Leonardo Banchi

All’Unione Europea non piace il predominio degli show americani sui più famosi servizi di streaming: secondo Reuters, l’istituzione (attualmente al lavoro sulla revisione dei regolamenti per la diffusione) potrebbe infatti finire per obbligare servizi come Netflix o Amazon Prime Video a coprire almeno il 20% del loro catalogo con show prodotti in paesi dell’Unione Europea.

Assieme a questa restrizione, già decisamente importante, potrebbe inoltre arrivare l’obbligo ad investire sulla produzione di show Europei con parte dei propri incassi: inutile dire che le ipotesi hanno già causato la reazione di Netflix, che non sembra concordare con le idee proposte commissione.

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Il colosso dello streaming americano ha infatti fatto notare come l’obbligo di proporre contenuti europei, oltre a spingere produttori di titoli di basso livello a lottare per il loro posto su Netflix, rischierebbe di rovinare il suo algoritmo che offre, in base alle preferenze dell’utente, suggerimenti personalizzati.

La bozza della proposta, che potremo vedere nella sua interessa soltanto alla presentazione ufficiale, prevista per il prossimo 25 Maggio, includerebbe inoltre la richiesta nei confronti di Youtube di intensificare il controllo sull’età degli utenti, così da impedire ai minori l’accesso ai video da adulti, e l’eliminazione delle restrizioni geografiche sull’accesso ai video.

Via: Engadget
  • Psyco98

    DIALOGO IPOTETICO TRA UN RAPPRESENTANTE DELL’UE E IL CEO NETFLIX, ecco come mi sono immaginato la scena:

    “Vogliamo dei contenuti fatti in Europa. E che voi produciate dei contenuti in Europa.”

    “Ci spiace molto, ma a noi piace fare serie di qualità: come vedete ne stiamo facendo anche in Europa, ma non possiamo investire forzatamente in prodotti che poi risulterebbero scadenti perché forzati, scritti senza un’ispirazione originale e tentando di risicare soldi per non sprecarli. Alla fine tutto questo nuocerebbe ai nostri clienti e di conseguenza a noi, che li perderemmo.”

    “Vogliamo dei contenuti fatti in Europa. E che voi produciate dei contenuti in Europa.”

    “Come stavo dicendo, a noi stanno a cuore sia i nostri clienti che i nostri profitti: scegliere contenuti di basso interesse porterebbe ad una diminuzione di entrambi. Se spendessimo per avere i diritti di contenuti che non interessano a nessuno sarebbe una perdita per tutti, poiché non potremmo spendere quegli stessi soldi per altro che magari interessa. Le faccio un esempio pratico: gli italiani chiedono a gran voce The Big Bang Theory [so bene che è più richiesta HoC, ma poi non regge il discorso], che per adesso è in esclusiva di altri, quando finirà il contratto la acquisteremmo noi, guadagnandoci e migliorando il servizio offerto. Se, ad esempio, ci mettessimo a comprare a caso diritti per le stagioni del grande fratello perderemmo anche i clienti che abbiamo, i quali recederebbero per principio. Giustamente. Vede, non è esattamente lo stesso tipo di pubblico…”

    “Vogliamo dei contenuti fatti in Europa. E che voi produciate dei contenuti in Europa.”

    “Beh, addio, vediamo come vi trovate 3 mesi senza di noi, poi ne riparliamo

    “Vogliamo dei contenuti f… Ehi, ma dove va quello? Ecco, ora ci toccherà multare google di qualche altro miliardo per cose che lasciamo fare ad Apple da sempre”