cose che non sapevate di avere accettato

10 cose che non sapevate di avere accettato iscrivendovi a Facebook e altri siti

Leonardo Banchi

Ogni volta che vi iscrivete a un sito, iniziate ad utilizzare un programma, vi viene sempre richiesto di accettare una lunga lista di termini e condizioni di utilizzo: talmente lunga che per quasi tutti gli utenti questa procedura si trasforma in un cieco clic sul pulsante di conferma.

La maggior parte di queste indicazioni include regole sulla privacy, gestione dei dati e prevenzione contro usi impropri del servizio, ma in praticamente qualunque contratto è possibile trovare qualche strana condizione che, senza saperlo, probabilmente state già violando.

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Ecco quindi una lista di 10 regole che avete accettato iscrivendovi ad alcuni dei social network più famosi:

 

Facebook

1. Facebook ha il diritto di utilizzare le vostre foto e video per i propri scopi

Non vi entusiasma l’idea di vedere la foto delle vostre vacanze, o il video della serata con i vostri amici in una pubblicità di Facebook? Beh, peccato, perché iscrivendovi al sito in blu e accettando le condizioni di utilizzo gli avete concesso, in modo completamente gratuito, il diritto di utilizzare ogni proprietà intellettuale che abbiate caricato sul social network.

Intendiamoci: siete ancora il proprietario di tutti i vostri contenuti, ma Facebook può utilizzarli a proprio piacere, e anche concedere ad altri questo diritto. L’unico modo per revocare questo potere è eliminare il contenuto dal sito.

Se questa possibilità vi sembra esagerata, comunque, non stupitevi troppo: Twitter, Google e Instagram hanno clausole molto simili nei loro regolamenti.

2. Non potete utilizzare Facebook se siete stati condannati per abusi sessuali

Ci auguriamo che non sia il caso di nessuno dei nostri lettori, ma per quando condivisibile, non si può non ammettere che sia una regola abbastanza singolare da trovare nella politica di utilizzo di un sito.

3. Siete obbligati a mantenere le vostre informazioni aggiornate

Se siete iscritti a Facebook, con l’idea di utilizzarlo “quando capita”, sappiate che probabilmente non è il caso: per mantenere sicuro l’account, il social network vi richiede di mantenere aggiornate le informazioni di contatto. Non è specificato un lasso di tempo entro il quale aggiornare il proprio indirizzo email, ma abbiamo informazioni molto più precise sul numero di cellulare: in caso doveste cambiarlo, avete 48 ore per aggiornare le informazioni del vostro profilo.

 

Twitter

4. Come navigate su Twitter, e come ci siete arrivati

La politica sulla privacy di Twitter dà alla compagnia il permesso di tenere traccia del vostro indirizzo IP, tipo di browser, sistema operativo, pagina di provenienza, pagine visitate, luogo in cui vi trovate, gestore di telefonia mobile, identificativi di dispositivo e applicazione, termini di ricerca e informazioni dei cookie. Anche qui, comunque, niente di nuovo: Google fa essenzialmente la stessa cosa.

5. Non avete il diritto di riservarvi un username

Anche se volete essere sicuri che vostro figlio, quando sarà abbastanza cresciuto per utilizzare Twitter, abbia ancora a disposizione lo username perfetto per lui, non potete registrarlo in attesa del momento: in ogni caso, non crucciatevi troppo: Twitter tipicamente elimina gli account dopo sei o nove mesi di inattività, quindi è comunque improbabile che sareste riusciti a mantenerlo per tutto quel tempo.

 

Instagram

6. È vietato pubblicare contenuti sessualmente provocanti

A differenza di Facebook e Twitter, che si limitano a vietare le nudità, Instagram pare abbassare l’asticella del consentito a un livello più basso, anche se la regola in sé non è particolarmente specifica

7. Se una vostra idea ispira un miglioramento, Instagram può utilizzarla

I termini di utilizzo del sito sottolineano che “la compagnia non è solita accettare o prendere in considerazione contenuti, informazioni, idee, suggerimenti o altro materiale non specificatamente richiesto”. Tuttavia, specifica anche come se, per un qualche motivo, la vostra idea dovesse catturare l’attenzione di un dipendente, Instagram può utilizzarla senza corrispondervi alcun merito.

 

LinkedIn

8. Non potete aggiungere nessuno che non conoscete realmente

Questa regola non vi stupirà particolarmente se avete già familiarità con la piattaforma: prima di poter invitare qualcuno a connettersi con voi su LinkedIn, infatti, dovrete specificare il motivo per cui lo conoscete. Se non avete a disposizione una scuola o un posto di lavoro comune, e neanche un indirizzo email collegato all’account della persona, non potrete farlo.

9. Il vostro profilo non può promuovere servizi di escort e prostituzione, anche se dove vivete è legale

Se, immaginiamo, foste il gestore di un esercizio perfettamente legale che fornisce ai clienti la possibilità di avere “compagnia”, non potreste utilizzare LinkedIn: siete contro le regole.

10. Non potete mentire

Probabilmente la regola più difficile da infrangere, viste le abitudini diffuse oggigiorno sull’uso dei social network: LinkedIn può eliminare gli utenti che aggiungano informazioni errate al proprio profilo. In ogni caso, è spesso facile scoprirlo per possibili datori di lavoro, quindi oltre a essere vietato, non ne vale la pena.

 

VIA: Mashable