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Al nostro universo manca l’80% della luce

Cosimo Alfredo Pina -

Secondo le misure del “Cosimic Origins Spectrograph”, uno strumento montato sul telescopio Hubble, all’universo mancherebbe l’80 % della luce che in teoria dovrebbe avere. Le misurazioni riporterebbero che i flussi di idrogeno che collegano le galassie emettono più luce del previsto, senza una fonte di energia osservabile che possa spiegare il fenomeno.

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Quando gli atomi d’idrogeno sono colpiti da luce ultravioletta ad alta energia, si trasformano in ioni carichi che emettono luce. Dalle misure effettuate la quantità di ioni carichi risulta essere di gran lunga maggiore a quella che che si formerebbe dalla sola luce ultravioletta dovuta alle stelle ed altri corpi celesti, con una differenza di ben l’80%.

Gli astrofisici non sono ancora in grado di dare una soluzione alla questione, dato che il comportamento osservato non è mai stato descritto da nessun modello. Ad infittire il mistero c’è il fatto che il fenomeno è osservabile soltanto nel cosmo relativamente vicino a noi; osservando l’universo remoto, a miliardi di anni luce, il fenomeno scompare, rendendo equo il bilancio di luce.

Tra le teorie al vaglio c’è la possibilità che l’eccesso di luce ultravioletta provenga dalla misteriosa materia oscura, che emetterebbe la radiazione durante un ipotetico processo di decadimento. Questa scoperta porta agli scienziati una nuova sfida ed apre le porte a potenziali nuove scoperte che potrebbero fare chiarezza sulla natura dell’universo.

 

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