Alphabet chiude l’anno in bellezza, ma non ci dice quanti Google Pixel ha venduto

Cosimo Alfredo Pina

Senza troppe sorprese anche l’ultimo trimestre del 2016 per Alphabet è stato all’insegna del successo, tanto da superare le previsioni degli analisti. Se a Wall Street si aspettavano entrate per circa 25 miliardi di dollari e una crescita del 18%, il colosso di Mountain View ha superato i 26 miliardi di dollari, il 22% di crescita rispetto allo stesso periodo del 2015.

Sotto le stime invece il profitto, 6,59 miliardi di dollari, ma comunque Alphabet ha totalizzato un guadagno di 9,36$ per azione. Come potete facilmente immaginare a trainare è stato ancora una volta il settore pubblicità, principalmente su YouTube e su mobile, app e giochi inclusi.

Il settore dell’advertising continua a crescere, ma Sundar Pichai ha spiegato che il focus del business nel 2017 si sposterà sul cloud: “Mi aspetto che il Cloud sarà una delle nostre più grandi aree di investimento e crescita”. Il CEO ha colto l’occasione della pubblicazione dei risultati finanziari per ribadire che le intelligenze artificiali, impiegate per ben 350 prodotti lanciati nel 2016, saranno altro importante campo di espansione.

A tal proposito i Google Pixel ed Home sono solo l’inizio di quello che sembra essere un cammino verso l’introduzione di bot ed IA, nello specifico Google Assistant, nella vita di tutti gli utenti connessi. Peccato che tra i risultati non figurino le cifre sulle vendite dei nuovi dispositivi, ma la cosa è anche comprensibile visto l’uscita sul mercato di ottobre e la distribuzione limitata a pochissimi paesi.

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Tra i numeri di BigG non mancano comunque quelli negativi. Le cosiddette “Other Bets”, altre scommesse, ossia tutti gli esperimenti di casa Alphabet (Project Loon, Projct Titan, Google Fiber, Google Glassi…) sono costati 1,08 miliardi di dollari solo negli ultimi tre mesi dell’anno scorso.

La cifra è notevole, ma comunque inferiore a quella dello stesso periodo del 2015 (1,21 miliardi di dollari). Infatti la chiusura di alcuni progetti e la creazione di Waymo, azienda a sé stante dedicata alle auto a guida autonoma, hanno aiutato a contenere le perdite dentro Alphabet.

Vedremo come si articolerà il 2017 di Alphabet e Google ma se è vero, come ha spiegato Pichai, che “è molto importante per noi lavorare sull’intersezione tra hardware, software e servizi”, le sorprese non dovrebbero mancare. Per ora l’appuntamento più vicino è l’ancora lontano Google I/O.