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Amazon vuole testare i droni per le consegne nei propri stabilimenti

Leonardo Banchi

Qualche mese fa Amazon aveva annunciato la propria intenzione di utilizzare un sistema di droni, piccoli velivoli automatici, per effettuare consegne veloci (in circa 30 minuti dall’ordine) nelle aree attorno ai propri magazzini. Data l’assenza di una precisa legislazione sull’uso di mezzi senza equipaggio umano, e le rinnovate difficoltà nel creare regole da parte della Federazione dell’Aviazione Americana, però, anche i test di questo sistema stanno incontrando dei problemi.

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La multinazionale delle vendite online ha inviato all’FAA una lettera in cui chiede il permesso di iniziare a testare i droni per le consegne all’interno dei propri stabilimenti, per cercare di velocizzare il processo che permetta il lancio del servizio Prime Air: attualmente infatti, per poter provare veicoli aerei senza presenza di un pilota, è necessario recarsi in uno dei sei siti presenti negli Stati Uniti approvati dalla Federazione. Se la richiesta di eccezione inviata da Amazon dovesse andare a buon fine il team di sviluppo del progetto (che include anche un ex astronauta della NASA) potrebbe lavorare molto più speditamente.

Nonostante questa difficoltà, Amazon ha comunque lavorato e investito molto nella tecnologia dei droni da quando ha annunciato le proprie intenzioni: nello scorso Aprile, il manager Jeff Bezos aveva annunciato che la compagnia aveva già iniziato i test sulla sesta iterazione dei veicoli, e che la settima e ottava generazione erano in fase di progettazione. La recente richiesta dovrebbe infatti facilitare le prove sull’ottava e nona versione.

Nello stesso documento inviato alla Federazione, Amazon comunica alcune delle caratteristiche dei propri droni per le consegne, dichiarando che saranno in grado di volare a 80 chilometri orari, portando prodotti pesanti circa 2 chili e mezzo. Sembrerebbe trattarsi quindi di ottime innovazioni rispetto ai mezzi attualmente presente sul mercato, visto che il quadricottero Phantom 2, venduto da DJI al prezzo di 1.200$, possiede una velocità di punta di circa 53 chilometri orari. Non si hanno, tuttavia, informazioni tecniche più precise sulla durata della batteria, modalità di costruzione o peso del velivolo.

Nella speranza di ottenere il permesso dall’FAA, Amazon rimarca comunque due punti chiave: il primo riguardo alla sicurezza, dichiarando che i droni in fase di test rimarranno sempre nella visuale di alcuni osservatori, e che in caso di interruzione di comunicazione con il controllo ritorneranno automaticamente verso un punto specifico; nel secondo passaggio, invece, fa notare come i test dei propri veicoli non siano niente di più di quanto migliaia di hobbisti facciano ogni giorno con modelli privati.

Se la richiesta alla Federazione dovesse andare a buon fine, spingendo altre imprese commerciali a muoversi in questa direzione, vedere droni targati Amazon (o con altri marchi) potrebbe, secondo la compagnia, diventare “naturale come vedere in strada camion della posta”.

 

VIA: TheVerge