Apple vs Europa: appello su 14 punti contro i 14 miliardi di dollari di tasse

Cosimo Alfredo Pina Apple si difende dall'Europa accusando pregiudizi, errori di valutazione e pratiche legali scorrette.

Apple non ci sta e ribatte alle accuse dell’Unione Europea con un appello basato su 14 punti. Se vi foste persi le puntate precedenti, vi ricordiamo brevemente che le autorità accusano il colosso di Cupertino di aver evaso 14 miliardi di dollari di tasse, facendo leva sul regime fiscale irlandese riducendo al minimo le imposte.

Adesso Apple risponde ufficialmente e si dice pronta alla guerra (legale). I concetti che escono dal suo appello sono chiari: le operazioni in Irlanda sono state e sono tutt’oggi legittime, ed inoltre le accuse sarebbero basate su calcoli errati e su pregiudizi che non vengono applicati ad altre multinazionali.

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Inoltre Apple indica che non c’è stata apertura da parte dell’UE durante i confronti dove gli esperti dell’azienda avrebbero dovuto spiegare il meccanismo finanziario adottato. Adesso Tim Cook, o meglio il suo team di avvocati, chiede non solo l’annullamento del processo dietro alla richiesta di 14 miliardi di dollari, ma anche il rimborso delle spese legali.

Anche l’Irlanda, più volte tirata in ballo durante l’indagine con l’accusa di aver favorito l’evasione, sta più o meno dalla parte di Apple considerando che la questione le è costata, solo fino ad ora, 1,8 milioni di euro. L’indagine si è conclusa lo scorso agosto ma il nuovo appello e il palese disaccordo tra le parti potrebbe trascinare la questione per ancora molti anni.

Via: Apple Insider
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    ci sono ben pochi errori, la multinazionale americana ( apple inc.) ma non solo, utilizza una pratica fiscale che si chiama double irish e che non e’ legittimata ne’ e’ lecita in EU anzi, determina turbamento dell’equilibrio economico nel mercato unico e sfavorisce consumatori e persone giuridiche nella competizione con operatori locali dell’UE ( attivita’ di import export e distributori di prodotti dell’industria manifatturiera e che non si trova in EU ). Intervengono inoltre rallentamenti e danni ingenti anche con rif. a gestione dell’amministrazione di uffici pubblici e per motivi che al momento non possono essere divulgati ma che rif. a pratica malevola e concorrenza sleale. esistono anche circostanze che riferiscono a controlli da parte delle commissioni per anti-trust, ( competition law ) e se quanto scritto non bastasse ancora, ” per vivere e soprattutto per lavorare nel mercato unico e con il mercato unico dell’UE, e’ necessario piegarsi alle regole dell’unione ” ( per beneficiare del privilegio e poter distribuire al mercato dei consumatori in UE, c’e’ una tassa da pagare e regolamentazioni/direttive approvate e imposte dal parlamento di bruxelles, direttive che devono essere seguite e applicate per aderire alle norme ISO e mantenere standards elevati che rif. a CE, conformite’ europeenne, per importazione ma anche e soprattuto per distribuzione di prodotti e servizi nel mercato unico ) – DRAFT