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ARM annuncia Cortex-R52, una CPU perfetta per le auto a guida autonoma

Cosimo Alfredo Pina

La prima CPU basata su ARMv8-R, architettura annunciata nel 2013 a 32-bit incentrata ad ambiti real-time dove velocità (non potenza) e sicurezza sono fattori critici, è la Cortex-R52. Questo chip si indirizza come i precedenti Cortex-R agli ambiti medicali, dell’automotive e, più in generale, dove l’esecuzione veloce di istruzioni (specifiche) è fondamentale.

Cortex-R52 succede all’R5 ed è in effetti una versione ottimizzata per il real-time (deterministica) dei più diffusi Cortex-A7/A53; nonostante questa nuova CPU sia ottimizzata per i tempi di risposta ridotti al minimo e precisione, invece che le performance in generale, nei benchmark generici dà risultati migliori del 35% rispetto alla precedente generazione.

Al di là della potenza di calcolo e della capacità di elaborazione veloce, sono diverse le accortezze che ARM ha posto su questi Cortex-R52; la più interessante è probabilmente il supporto alla virtualizzazione che permetterà a chi deciderà di implementare questi chip nei suoi sistemi (pensate all’elettronica di un auto) di usarne uno per gestire più flussi di elaborazione senza andare ad inficiare sulla precisione degli altri.

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Ovviamente non manca l’attenzione al comparto sicurezza con ECC e vari altri sistemi per l’individuazione e la correzione degli errori. Insomma questa Cortex-R52 è lontana dal mercato consumer e in verità anche dai campi di applicazione a diretto contatto con l’utente finale.

Con questi chip infatti ARM punta ad assicurarsi un posto nelle potenziali future fette di mercato, prima fra tutte quella delle auto a guida autonoma o fortemente assistita che tra qualche anno offriranno senz’altro un ottimo mercato per i chip maker.

Fonte: AnandTech