BeeRotor

BeeRotor: il drone che sostituisce l’accelerometro con… degli occhi! (foto)

Leonardo Banchi

Gli accelerometri, grazie alla loro capacità di stabilire l’angolazione di un dispositivo, sono oggigiorno utilizzati in un numero elevatissimo di oggetti, anche con finalità molto diverse fra loro: negli smartphone, ad esempio, consentono di conoscere l’orientamento dello schermo, permettendo così di ruotare l’interfaccia per allinearla allo sguardo dell’utente, mentre nei droni servono a mantenere il dispositivo allineato sul proprio asse, reagendo in una certa misura a stimoli esterni come raffiche di vento o urti.

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Un gruppo di ricercatori, però, sta cercando un modo per permettere ad un drone di muoversi senza l’utilizzo di un accelerometro: l’approccio utilizzato, ispirato al mondo degli insetti, si basa sull’integrazione di una serie di “occhi”, in grado di analizzare il terreno circostante durante il movimento ed utilizzare i dati estrapolati per calcolare la posizione del drone.

BeeRotor, questo il nome del drone creato secondo tale principio, si comporta infatti proprio come un insetto durante il proprio volo: 24 fotodiodi, posizionati su di esso, registrano i cambiamenti subiti dal passaggio circostante a causa del movimento, calcolando l’angolazione con la quale gli elementi catturati si spostano da un sensore all’altro. Proprio come avviene muovendosi in bicicletta, infatti, le mutazioni sono quasi impercettibili lungo l’asse dello spostamento, ma divengono sempre più accentuate spostando lo sguardo lateralmente, fino a toccare il proprio culmine a 90° rispetto alla direzione del movimento.

I ricercatori dell’Institut des Sciences du Mouvement Etienne-Jules Marey stanno quindi utilizzando questa proprietà per mettere a punto particolari abilità del BeeRotor: nel video a seguire potrete osservarlo mentre regola automaticamente la propria altezza rispetto ad un terreno in continua mutazione, cambia velocità a seconda dell’ampiezza dell’area circostante e testa la propria capacità di effettuare un atterraggio in modo del tutto indipendente.

La tecnologia è ancora in fase di sviluppo, ma gli scienziati sperano di poterla presto di poterla utilizzare presto in sostituzione agli accelerometri nei droni più piccoli, che necessitano di maggiore leggerezza, o come sistema di backup su modelli più grandi, impegnati in ricerche che richiedano una maggiore affidabilità.

Via: Engadget