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Cannae Drive, l’impossibile motore a microonde della NASA che funziona anche quando non dovrebbe

Lorenzo Fantoni

La NASA ha una lunga storia di esperimenti riguardanti nuove tecnologie di viaggio interstellare, ma finora nessuna aveva dato risultati così interessanti, a patto che vengano confermati.

La settimana scorsa infatti gli scienziati NASA dell’ Eagleworks Laboratories diHouston, Texas hanno presentato un documento in cui affermano di aver ottenuto spinta da un contenitore privo di carburante, ma contenente solo microonde che rimbalzavano al suo interno.

Se il risultato può essere replicato in una scala più grande (e questo è un grosso “se”) questo piccolo esperimento potrebbe essere il primo passo verso un’astronave velocissima e leggerissima che potrà portare su Marte un equipaggio in poche settimane, invece che mesi, e arrivare a Proxima Centauri in “soli” 30 anni.

Il nuovo sistema di chiama Cannae Drive, l’idea è quella di far rimbalzare le microonde da una parte all’altra di un contenitore con una forma particolare, che può creare una differenza nella pressione delle radiazioni, causando così una spinta verso la parte più larga del contenitore.

Una tecnologia simile, chiamata EmDrive è stata usata con successo su scala ridotta da scienziati argentini e cinesi.

E anche se la spinta generata dalla NASA è stata inferiore rispetto agli altri esperimenti, una forbice da i 30 e i 50 micronewton, ovvero neppure in grado di spingere il peso di un iPhone, il fatto stesso che sia stata generata senza alcun tipo di carburante viola l’essenza della legge della conservazione di moto, ovvero l’asse portante di tutta la fisica.

La cosa più impressionante è che la NASA ha costruito due moduli Cannae Drive, uno dei quali creato appositamente per fallire, e invece ha funzionato. Questo suggerisce, secondo gli scienziati che “produce una forza che non è attribuibile ai classici fenomeni elettromagnetici”, ma potrebbe in teoria interagire col vuoto quantico, il più basso stato energetico possibile, ma ancora non ci sono prove a sostegno di questa tesi.

Ci sono molte ragioni per essere scettici sul sistema Cannae Drive, il suo inventore, Guido Fetta, ha solo una  laurea in ingegneria chimica e ha tutto l’interesse che la sua tecnologia sia un guadagno per la sua azienda, tuttavia il fatto che la NASA abbia prodotto questi risultati rende l’idea degna di ulteriori sperimentazioni.