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Convogli di camion automatizzati, per i trasporti del futuro (video)

Cosimo Alfredo Pina -

Kapsch TrafficCom è un’azienda austriaca specializzata nella logistica dei trasporti su strada, ottimizzata con sistemi informatici. Vista il campo di specializzazione, non stupisce troppo l’interesse della compagnia verso la tecnologia dei veicoli a guida autonoma, che ha voluto sfruttare per creare il proprio sistema di platooning.

Questo tipo di soluzione pensata da Kapsch consta di un convoglio di mezzi pesanti in cui solo quello posto in testa è condotto da un autotrasportatore umano. Gli altri camion sono equipaggiati con sistemi proprietari che permettono la comunicazione con il primo veicolo e con la centrale per rimanere sul tracciato.

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La tecnologia denominata V2X permette ai veicoli interconnessi di copiare il comportamento del veicolo leader, creando così un treno di camion. Secondo Kapsch i vantaggi portati da V2X sono innumerevoli in termini sia di sicurezza sia economici.

Infatti i convogli potranno supportare, all’atto pratico, fino a dieci veicoli, permettendo di ridurre il fattore aerodinamico con risparmi di carburante stimanti tra il 5 e il 20 %. I primi test della V2X sono stati condotti con successo in Svezia e l’azienda si dice fiduciosa che in un futuro non troppo lontano questo sistema ibrido possa essere una soluzione valida per migliorare i difficilmente rimpiazzabili trasporti su strada.

Verso i camion a guida autonoma con Kapsch TrafficCom

Più sicurezza e meno consumi grazie alla tecnologia V2X applicata ai mezzi pesanti

Milano, 26 marzo 2015 – Le auto connesse stanno arrivando. Dalle ultime edizioni del Salone di Ginevra, del CES di Las Vegas e dell’ITS World Congress, la più importante fiera dedicata ai sistemi intelligenti di trasporto, i veicoli a guida autonoma sembrerebbero vicini a diventare realtà, ma è più probabile che queste nuove tecnologie trovino applicazione nel settore dei veicoli commerciali prima che in quello dei veicoli privati. Nel circuito di prova AstaZero in Svezia, Kapsch TrafficCom ha testato un sistema per il platooning dei mezzi pesanti, una soluzione che permette di collegare diversi veicoli in un convoglio in cui solo il primo della fila è effettivamente controllato da un conducente. Nel progetto, Kapsch fornisce l’equipaggiamento V2X per permettere la comunicazione tra veicoli e infrastruttura (V2I o Vehicle To Infrastructure) e tra veicolo e veicolo (V2V o Vehicle To Vehicle).

Tante possibilità per il trasporto merci

Grazie alla tecnologia V2X, i veicoli interconnessi in un convoglio sono in grado di seguire automaticamente un mezzo ‘leader’ e di ‘copiarne il comportamento’, accelerando, frenando e girando nello stesso identico modo, così da mantenere una distanza fissa e velocità costante. Ovviamente questo sistema richiede molte precauzioni tecniche che garantiscano la sicurezza dei veicoli e dei loro occupanti. I veicoli devono essere per esempio in grado di reagire ai fattori esterni. Quando il primo frena, tutti i mezzi che seguono devono frenare nello stesso momento. Nel caso in cui un veicolo dovesse effettuare una svolta durante il tragitto, questo dovrà avere il minimo impatto sugli altri mezzi che compongono il convoglio. “Il platooning è un’opportunità di applicazione fantastica per la seconda generazione delle tecnologie V2X, di cui dimostra l’enorme potenziale e la versatilità. Durante il test effettuato in Svezia il nostro modulo V2X EVK-3300 è stato utilizzato come piattaforma di comunicazione del veicolo”, ha spiegato Adam Tengblad, responsabile del Product Management di Kapsch TrafficCom Svezia. “L’EVK-3300 è basato sullo standard IEEE 802.11p – una variante di Wi-Fi adattata a connessioni ad hoc – per gestire i dati provenienti dal sensore e i segnali radio. Il modulo è un’interfaccia per l’elaborazione dei dati necessari alla guida autonoma di un veicolo”.

I vantaggi di queste nuove tecnologie sono evidenti, soprattutto per l’industria dei trasporti: una maggiore sicurezza e un migliore uso delle risorse ne sono solo un esempio. I mezzi pesanti hanno un alto coefficiente aerodinamico, che può venire ridotto in un convoglio (o platoon), grazie all’effetto scia. Ciò permette di risparmiare carburante e di utilizzare al meglio la carreggiata. Il fatto che tutto il convoglio sia regolato in base alla conduzione del primo veicolo permette accelerazioni e frenate simultanee, mentre la riduzione delle distanze tra i veicoli è consentita dall’eliminazione del tempo di reazione umano. I convogli possono essere formati da un numero arbitrario di veicoli, ma per le applicazioni pratiche il numero di mezzi sarà limitato a circa dieci.

Come si evince dai risultati di questo primo test, il risparmio di carburante può variare dal 5% al 20%, in base alla scelta della distanza tra i veicoli. Ciò significa una notevole convenienza per le compagnie di trasporto, nel caso di utilizzo diffuso di questa tecnologia.

Una tecnologia più avanzata dei processi normativi

Ovviamente una tecnologia così all’avanguardia comporta diverse sfide nel campo legislativo e dell’etica; quando si tratta di eliminare il fattore umano, la fiducia nella tecnologia solitamente diminuisce: “Fino a quando la robotica permetterà un’esperienza di guida totalmente autonoma, il platooning è una soluzione ibrida molto valida”, ha sottolineato Tengblad. “In questo caso i benefici dell’automatizzazione vengono combinati con la fiducia che riponiamo naturalmente nella capacità e nel giudizio di un uomo alla guida di un veicolo”. I test effettuati in Svezia mostrano che la tecnologia potrebbe essere pronta per la produzione nei prossimi cinque anni, ma i vantaggi per l’ambiente e per il commercio sono evidenti già da adesso.