Apple acquista Beats

Cosa Apple sta realmente acquistando con l’acquisizione di Beats Audio

Leonardo Banchi -

È recente l’annuncio, da parte del Financial Times, della proposta di acquisizione da parte di Apple di Beats Electronics, il marchio musicale creato dal rapper Dr.Dre e dal produttore discografico Jimmy Iovine, per ben 3,2 miliardi di Euro.

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Movimenti così imponenti, soprattutto quando generati da aziende da sempre in grado di attirare su di sé l’attenzione dei consumatori, non possono mai fare a meno di catturare l’attenzione tutte le testate del mondo, ma in questo caso certi elementi contribuiscono a rendere la cosa ancora più sorprendente. Vediamo quali:

DIMENSIONE: Si tratta della più grande acquisizione della storia di Apple, superando di gran lunga quella di NeXT per 400 milioni nel 1996, che riportò Steve Jobs a Apple, assieme al nucleo del sistema operativo in uso ancora oggi.

MARCHIO: Apple non sta acquistando una tecnologia, o una innovazione che possa contribuire a prodotti futuri, come ci aveva abituato. Per la prima volta la casa di Cupertino acquisisce un marchio ormai più che affermato, e che è riuscito a guadagnarsi il ruolo di status-symbol musicale rubandolo proprio alle cuffie bianche di Apple.

SERVIZIO: Assieme alla parte della società che produce cuffie e dispositivi audio, Apple entrerebbe in possesso di Beats Music, il servizio di streaming musicale  multipiattaforma lanciato a gennaio, diretto concorrente di iTunes Radio.

beats music iphoneCon questi elementi sott’occhio, la manovra commerciale assume un nuovo punto di vista: oltre agli innegabili guadagni che Beats Electronics è in grado di generare (si parla di oltre un miliardo di dollari di fattrato nell’ultimo anno), è probabile che l’obbiettivo di Apple sia colmare alcune lacune che la colpiscono in questo momento.

Oltre a aver perso il primato nella vendita delle proprie earbuds bianche (basta entrare in un Apple Store per accorgersi di cosa popoli il banco degli accessori audio), Apple si trova ora a rincorrere il mercato dello streaming musicale:  la crescita improvvisa di servizi come Spotify e la grande approvazione che il pubblico sta dimostrando per questo tipo di distribuzione stanno minando il predominio che iPod e iTunes avevano mantenuto inalterato per molti anni. Certo, avrebbe potuto crearne uno proprio, ma l’immediatezza di una acquisizione, assieme alla prospettiva di integrazione di un panorama di clienti già più che assodato, crea il quadro di un piano economico con tutti i numeri in regola per funzionare.

Insomma, Apple dimostra forse per la prima volta qualche scricchiolio nel predominio del proprio marchio fra i prodotti high-end, insieme alla consueta capacità di reagire con mosse in grado di attirare l’attenzione di tutto il panorama tecnologico. Funzionerà anche stavolta?

 

VIA: TheVerge