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Un ricco progetto Kickstarter finisce in un buco nell’acqua

Leonardo Banchi

Una delle frasi che i curatori di Kickstarter ripetono spesso nella descrizione del sito è “Kickstarter is not a store” (Kickstarter non è un negozio): nonostante l’entusiasmo con il quale sviluppatori e ideatori di tutto il mondo presentano i propri prodotti ad un pubblico di appassionati acquirenti, infatti, è bene ricordare che ogni progetto pubblicato sul sito di crowdfunding presenta una sezione dedicata ai rischi e alle difficoltà che la sua realizzazione potrebbe portare. Rischi che, a volte, portano al suo completo fallimento.

Proprio un fallimento di questo tipo ha portato al malcontento dei finanziatori di CST-01, un elegante orologio con schermo E-Ink, spesso soltanto 0,8 millimetri, che attraverso la sua campagna iniziata nel Gennaio 2013 era riuscito a raccogliere oltre un milione di dollari di finanziamenti.

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L’orologio, venduto al pubblico al prezzo di 129$, si è infatti dovuto confrontare quasi da subito con difficoltà di costruzione non preventivate: le batterie utilizzate inizialmente non si sono infatti rivelate adatte, e alla ricerca di una nuova soluzione si è quindi affiancato lo sviluppo di un nuovo circuito per la sua gestione. Dal pronostico di Settembre, le previsioni di spedizione si sono così spostate a Febbraio 2014, data nuovamente disattesa a causa delle difficoltà di ottimizzazione dello spessore dell’orologio.

I finanziatori di CST-01 hanno così dovuto affrontare un periodo di poco incoraggiante silenzio, durato fino a Settembre 2014, quando i creatori hanno annunciato che Flextronics, la ditta incaricata della produzione dell’orologio, sarebbe a breve riuscita ad avviarne la produzione definitiva. L’illusione è durata però soltanto fino a Febbraio di quest’anno, esattamente due anni dopo il termine della campagna: i ritmi di produzione erano infatti più lenti del previsto, e solo parte degli orologi usciti dalla fabbrica erano effettivamente funzionanti.

A questo punto, gli ingegneri a capo del progetto CST-01 hanno dovuto arrendersi all’evidenza dei fatti: a causa di questo problema, infatti, il prezzo di ogni singolo orologio era praticamente raddoppiato rispetto alle previsioni, ed i calcoli hanno previsto che sarebbero stati necessari altri 1,2 milioni di dollari per riuscire a portare a termine la produzione.

Dietro a una situazione del genere si celano ovviamente molte interpretazioni, popolate anche da accuse di gestioni inoculate dei capitali ed appropriazioni indebite, alle quali i creatori hanno risposto pubblicando un resoconto delle spese e perfino dichiarando che uno di loro si sarebbe ridotto a dormire all’interno di un camion parcheggiato davanti allo stabilimento di produzione, per risparmiare anche i soldi dell’albergo.

“Kickstarter is not a store”, però, rimane ancora oggi un monito al quale tutti i finanziatori (e non “clienti”) dovrebbero prestare attenzione: dietro ai vantaggi di riuscire a ottenere, per primi e ad un prezzo generalmente facilitato, oggetti destinati a fare la storia del loro settore, si nascondono infatti sempre rischi talvolta imprevedibili, ai quali è bene dar peso prima di portare a termine le valutazioni dei propri acquisti.

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Via: TheVerge