self-driving-car-prototipo

Un brevetto svela tutto sulla seconda generazione delle self-driving car di Google

Cosimo Alfredo Pina -

A svelare la seconda generazione dei sofisticatissimi veicoli a guida autonoma di Google è un brevetto decisamente dettagliato. Nel documento ci sono tutti i dettagli di quello che i veicoli dalla forma ad ovetto celano al loro interno .

I passeggeri potranno godersi il viaggio sui sedili posteriori, mentre l’abitacolo non presenta volante, pedali o altri tipo di comandi se non tre pulsanti; uno per la partenza, uno per anticipare la fermata ed infine un pulsante d’emergenza che permette l’arresto immediato del veicolo, compatibilmente con il fattore sicurezza.

LEGGI ANCHE: Un teardown immaginario delle self driving car di Google ed Apple

Il “passaggio” potrà essere richiesto alla Uber, tramite la relativa app (anche da web). Basterà specificare la propria posizione e quella di destinazione; l’auto, una volta giunta al punto di prelievo comunicherà tramite Wi-Fi o Bluetooth con il telefono del richiedente per confermare il tutto ed aprire le portiere. In mancanza di connettività sarà possibile ricorrere allo sblocco via chiamata telefonica oppure, come ultima risorsa, con l’intervento manuale di un addetto.

seconda generazione self-driving google

Come già era facile intuire dalle indiscrezioni e dai dettagli rilasciati di Google stessa i piccoli automi non sono dei semplici tassisti ma dei mezzi all’avanguardia che promettono confort, efficenza e soprattutto sicurezza. Nell’attesa che le self-driving car inizino a popolare le strade di tutto il mondo, potete già “rovinarvi la sorpresa” con i dettagli sulle pagine di Patently Mobile, che ha portato alla luce il brevetto in questione.

Fonte: Patently Mobile