Droni con firmware modificati per aggirare le restrizioni legali? DJI corre ai ripari con un aggiornamento

Edoardo Carlo Ceretti

La moda dei droni si sta diffondendo a macchia d’olio ormai da qualche anno. Per effetto della domanda sempre maggiore e dell’affinamento tecnologico, i droni si sono trasformati da semplici ed innocui giocattoli, a vere e proprie macchine volanti, da peso e dimensioni non più così contenuti e soprattutto da velocità e raggio d’azione sempre più elevati. Insomma, si tratta di dispositivi potenzialmente molto pericolosi, che devono essere utilizzati soltanto in ambienti adatti e manovrati da persone che sanno ciò che stanno facendo.

La regolamentazione legale in questi casi è davvero fondamentale nel guidare gli utenti nell’utilizzo e nella familiarizzazione con questo nuovo genere di prodotti. Noi recentemente abbiamo dedicato uno speciale approfondimento proprio per spiegare in termini più semplici e comprensibili le normative italiane a riguardo, insomma per farvi capire cosa si possa fare e cosa no.

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Uno dei produttori di droni più famosi al mondo è DJI, che con le sue serie Phantom e Mavic (oltre alla più recente Spark, che abbiamo appena recensito) ha attirato le attenzioni di un numero sempre maggiore di appassionati. Non tutti però si accontentano di utilizzare per semplice diletto i propri droni, nel rispetto delle normative del proprio paese e delle restrizioni imposte da DJI stessa. In Russia infatti, un’azienda chiamata Coptersafe da tempo vende (al costo di 200$ per drone) un firmware modificato che permette ai droni DJI di aggirare le restrizioni di fabbrica e quindi di essere più veloci, di arrivare più lontano, insomma, di essere molto più pericolosi.

Questo firmware è stato in seguito persino diffuso illegalmente e gratuitamente sul web, con tanto di tutorial apparsi su Facebook e YouTube, volti a spiegare a qualsiasi utente come modificare il proprio drone, aumentandone esponenzialmente la difficoltà nel controllarlo e quindi la pericolosità verso sé stessi e gli altri. DJI però, rischiando anche un danno d’immagine circa la sicurezza dei propri droni, non ha tollerato a lungo questa situazione ed è presto corsa ai ripari.

L’azienda ha infatti iniziato a rilasciare un aggiornamento in grado di installarsi automaticamente su tutti i droni da lei prodotti. L’aggiornamento è ovviamente finalizzato al ripristino delle restrizioni e della legalità dei droni. Contestualmente, ha anche ritirato dai suoi server le versioni firmware che presentavano la vulnerabilità che permetteva a Coptersafe di installare un firmware modificato. Ci auguriamo che questa mossa di DJI sia sufficiente per chiudere definitivamente la questione, perché l’incolumità delle persone è ben più importante del divertimento di qualche incosciente.

Via: Neowin