Volare con i droni: dove e come si possono usare

Cosimo Alfredo Pina - Droni per hobby: quello che si può e quello che non si deve

Guidare droni per divertimento o hobby non è più solo una cosa per pochi nerd. Con la sempre maggior diffusione di questi mezzi, ormai acquistabili da tempo anche nelle principali catene di elettronica e shop online, ed in particolare con la presentazione del piccolo DJI Spark dall’approccio decisamente consumer, in molti saranno tra coloro tentati nel buttarsi in questo mondo.

Visto che non esiste ancora una risorsa che spieghi con chiarezza quello si può fare con i droni, abbiamo deciso di dedicare un approfondimento su quello che è lo stato attuale della normativa sui multicotteri. A dispetto del loro aspetto futuristico ed il fatto che siano pensati principalmente per foto e video, vedremo che sono burocraticamente considerati alla stregua di aeromodelli radiocomandati.

In questo focus, ci teniamo a specificarlo, ci dedicheremo principalmente all’utilizzo ricreativo dei droni. Infatti c’è una grande differenza tra l’uso per hobby dei droni, e delle immagini da questi catturate, ed uno professionale.

Le scuole di pilotaggio di droni sono sempre più diffuse ed in grado di fornire assistenza e consiglio a chi vuole utilizzare uno di questi velivoli per lavoro. Un po’ più difficile è capire quello che si può e non si deve fare da semplice appassionato che vuole divertirsi con il proprio drone ed immortalare con inquadrature uniche le proprie uscite fuori porta.

Se questo è il vostro caso e volete capire come guidare droni per divertimento senza avere guai, continuate con i paragrafi qui sotto.

Droni professionali

Per uso come hobby del drone si intende che nessuna delle immagini catturate, siano queste video o fotografiche, o dei dati raccolti vengano usati per scopi commerciali o cedute a terzi; si esclude dall’uso “ricreativo e per divertimento” anche l’uso del drone per analisi e rivelazione. In caso contrario l’impiego del drone è da intendersi per uso professionale, e pertanto soggetto a leggi specifiche.

Tutto quello che rientra nella sfera lavorativa va infatti a ricadere in una legislazione completamente diversa, più articolata e che non tratteremo in questa guida poiché ha diverse sfaccettature legate tanto al mezzo quanto al tipo e al luogo di utilizzo.

Fortunatamente nel campo dell’uso non professionale le cose si fanno molto più semplici ma al contempo restrittive. Infatti il vostro drone, che avete acquistato online o nei negozi fisici o costruito con le vostre mani, è da considerarsi come un modello radiocomandato.

Limiti peso: perché 300 grammi e 2 kg non vi interessano

Iniziamo con un chiarimento sul peso dei droni e di come questo molto probabilmente non vi interesserà. Infatti, nell’uso ricreativo l’unico limite di peso è legato a 25 kg (“massa operativa al decollo minore di 25 kg”), cifra oltre la quale per l’uso ricreativo è necessario un attestato (“attestato di aeromodellista con abilitazione al pilotaggio di aeromodelli rilasciato dall’Aero Club d’Italia”).

Nessun drone in commercio, almeno nelle fasce consumer e prosumer, raggiunge questo peso e anche con il fai-da-te vi dovrete ingegnare un bel po’ per raggiungere tale soglia. I valori di 300 grammi e 2 kg che a volte appaiono online sono legati a standard che riguardano prettamente l’uso professionale di un drone e quindi non vanno a riguardare chi lo usa come aeromodello.

Un DJI Spark da 300 grammi, un DJI Phantom 4 da 1,4 kg, un Parrot Bebop 2 da 500 grammi o un DJI Inspire 2 da 3,4 kg rientrano tutti sotto le stesse regole quando usate dall’amatore appassionato di multirotori o di riprese aeree. Non è quindi vero che sotto la soglia dei 300 grammi i droni sono utilizzabili ovunque, anche in città, come spesso erroneamente si legge.

Droni ed ENAC: a chi serve la patente?

Buone notizie per chi vuole affacciarsi al mondo dei droni. Per un uso non professionale non serve infatti alcun tipo di “patentino“, registrazione a liste ENAC o permessi di volo. Però come vedremo nel paragrafo successivo le limitazioni ci sono eccome e trovare luoghi dove far volare il proprio drone in rispetto della legge potrebbe non essere così semplice.

Droni: dove possono volare?

Appurato che il vostro uso non è professionale, come già accennato, le regole per il volo di droni ricade in quello degli aeromodelli. Questa casistica viene trattata nel “REGOLAMENTO MEZZI AEREI A PILOTAGGIO REMOTO” ENAC (lo potete consultare qui, in PDF), dove la disciplina degli aeromodelli è approfondita nella sezione VII, in particolare nell’articolo 35.

I concetti importanti che emergono dall’emendamento sono abbastanza chiari. Li potete consultare direttamente nel regolamento, ma qui di seguito vi riportiamo quelli che riguardano più da vicino i droni, sicuramente da tenere bene a mente in caso si sia decisi a far decollare il proprio. Di seguito le responsabilità del pilota:

  • “L’aeromodellista ai comandi dell’aeromodello ha la responsabilità di utilizzare il mezzo in modo da non arrecare rischi a persone o beni a terra e ad altri utilizzatori dello spazio aereo, mantenere la separazione da ostacoli, evitare collisioni in volo e dare la precedenza a tutti.”
  • “L’aeromodellista è responsabile di ottemperare agli obblighi relativi e a ottenere le eventuali autorizzazioni per l’utilizzo dello spettro elettromagnetico impegnato dal radiocomando.”

La responsabilità, nelle sue varie sfaccettature, è quindi di chi è al comando del mezzo. Invece per quanto riguarda l’attività di volo vero e proprio questa deve essere:

  • “effettuata di giorno e l’aeromodellista mantenga il continuo contatto visivo con l’aeromodello, senza l’ausilio di dispositivi ottici e/o elettronici” (l’utilizzo di visori FPV, in prima persona, è quindi complicato, possibile ad esempio se il pilota non corrisponde con l’indossatore)
  • “effettuata in aree opportunamente selezionate dall’aeromodellista, fino ad un’altezza massima di 70 m AGL [Above Ground Level, altezza da terra] entro un raggio massimo di 200 m, in zone non popolate, sufficientemente lontano da edifici, infrastrutture e installazioni”
  • “al di fuori dell’ATZ [Aerodrome Traffic Zone] di un aeroporto, oppure ad una distanza superiore a 5 Km dall’aeroporto (ARP [Aerodrome Reference Point] o coordinate geografiche pubblicate), laddove non sia istituita una ATZ a protezione del traffico di aeroporto”
  • “al di fuori dei CTR” [Controlled Traffic Region]
  • “al di fuori delle zone regolamentate attive e delle zone proibite
  • “L’aeromodellista deve rispettate le eventuali disposizioni emesse dalle amministrazioni locali competenti

Le limitazioni quindi non mancano e la sola clausola “in zone non popolate, sufficientemente lontano da edifici, infrastrutture e installazioni” ci fa capire che dovremo uscire un bel po’ fuori città per far volare il nostro drone e a volte potrebbe non bastare.

In compenso sono ammesse eccezioni alle precedenti regole (ovviamente rispettando i limiti di altezza e distanza) e a quelle indicate nel comma 3 dell’articolo 35 del regolamento ENAC in questione, “all’interno delle aree istituite da ENAC per le attività aeromodellistiche oppure, in alternativa, in spazi aerei segregati”, quindi campi di volo per aeromodelli riconosciuti dall’ente.

Funzioni come DJI GEO, un database con le no-fly zone, ci aiutano a capire dove possiamo far decollare un drone ma i concetti indicati dall’ENAC vengono prima di tutto. Scordatevi quindi di far decollare il vostro drone nel giardino di casa a meno che non abitiate in zone particolarmente isolate. Attenzione, ovviamente, anche alle violazioni di proprietà privata. La normativa ENAC è comunque in continuo aggiornamento e il consiglio è proprio quello di far riferimento alle pagine del sito dell’ente.

Oltre alle regole legate al mezzo in volo, c’è da considerare normativa sulla cattura di immagini. Riguardo a questo aspetto i droni non sono trattati in maniera diversa da una qualsiasi foto/videocamera e quindi dovrete attenervi alla normativa sulla tutela della privacy (potete approfondire su Wikipedia). Come principio generale riprese e foto non le potrete cedere a terzi, ma questo concetto è anche intrinseco nell’uso non professionale del drone.

Assicurazione Drone

Come detto non servono particolari abilitazioni o patentini per volare. Comunque anche nel pieno rispetto delle regole indicate nel precedente paragrafo è una buona idea, soprattutto per la tutela del pilota, stipulare una polizza assicurativa.

Infatti per quanto questa non sia obbligatoria (per gli hobbisti) è certamente consigliabile visto che, come detto nel paragrafo precedente, la responsabilità è tutta del pilota. Tra l’altro le cifre per una polizza annuale sono tutto sommato basse.

Droni per hobby sì, ma non per gioco

Speriamo di avervi dato una base per farvi capire che l’uso di un drone è tutt’altro che scontato. Il consiglio è senz’altro quello di valutare con estrema attenzione l’acquisto di uno di questi gadget sempre più diffusi.

Le occasioni in cui lo potrete usare saranno infatti da cercare e considerare volta per volta, in base a tantissimi fattori. Tra l’altro, come potete bene immaginare, l’infrazione delle norme comporta rischi seri visto che si ricade nel diritto aeronautico.

L’articolo è stato realizzato in collaborazione e con la supervisione della Direzione Centrale Regolazione Aerea ENAC.

  • Maxishine

    Ottima analisi, felice di aver dato il mio contributo 😉

  • David Perucchini

    finalmente un articolo chiaro, giuro che e’ da giorni che cerco in rete una spiegazione senza trovarla perche’ sono li’ li’ tra mavic pro e lo spark, aspetto solo la recensione di quest’ ultimo per vedere senza i solo 2 assi e la mancanza del 4k…. pesa 🙂

  • Maurizio

    Ottimo articolo grazie

  • Clayton Peixoto

    Dunque a milano dove potrei usarlo senza infrangere le norme?
    Al Parco nord potrei utilizzarlo?
    Vorrei costruirne uno ma senza sapere dove poterlo utilizzare mi impedisce di iniziare.

  • Pierluigi Perfetti

    Ciao, complimenti per l’articolo, ne avete già scritto uno per usi professionali? Grazie