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Intelligent Energy prepara il drone a idrogeno, in grado di volare per due ore di fila

Leonardo Banchi -

Inutile girarci intorno: i droni sono oggetti interessanti, divertenti e dalle potenzialità davvero ampie sia per professionisti che per semplici appassionati, ma soffrono allo stato attuale di un pesante handicap: la maggior parte di essi, infatti, non è in grado di rimanere in volo per un tempo superiore ai 20 minuti, e necessita poi di una pausa piuttosto lunga per la ricarica della batteria.

Intelligent Energy, una compagnia specializzata nell’energia, crede però di poter offrire la soluzione a questo problema: una batteria alle celle di idrogeno, in grado di far volare un drone per ben due ore senza interruzioni, che permetterebbe agli utilizzatori di lanciarsi in imprese ben più elaborate senza paura di rimanere privi di energia nel bel mezzo del proprio lavoro.

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Le sorprese non finiscono però qui: secondo l’azienda, l’utilizzo ibrido delle celle di idrogeno assieme ad una batteria garantirebbe anche la ricarica rapida, portando così il tempo di inattività fra un volo e l’altro da varie ore a solo una manciata di minuti: una vera rivoluzione per tutti gli appassionati che si sono dovuti finora rassegnare a sessioni di volo molto brevi.

Il primo prototipo di drone ibrido realizzato da Intelligent Energy sarà presentato al CES, assieme al primo smartphone ad idrogeno che la compagnia ha svelato durante lo scorso Agosto. La tecnologia infatti, è ovviamente appetibile per tutti i campi nei quali l’autonomia è una delle principali esigenze degli utenti, tanto che alcuni rumor riportano un contatto fra Intelligent Energy ed Apple, che potrebbe essere interessata a realizzare il primo smartphone in grado di funzionare per una settimana senza bisogno di ricariche.

Ovviamente, prima che tale tecnologia possa realmente arrivare sui prodotti commercialmente disponibili dovrà passare del tempo, ma i risultati promessi sembrano sufficienti a stimolare l’attenzione di una fetta di pubblico decisamente ampia: sarà sufficiente questo a spronare le compagnie verso il suo sviluppo?

Via: TheNextWeb