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Ecco come il nostro cervello ascolta la musica

Leonardo Banchi

Probabilmente vi sarà capitato di chiedervi, ogni volta avete sentito una musica particolarmente orecchiabile, come mai vi venisse spontaneo batterne il tempo, magari picchiettando sovrappensiero con la mano o con il piede. Grazie ad uno studio di un gruppo di ricercatori dell’Università di New York, la scienza è adesso in grado di dare una risposta!

Il nostro corpo, infatti, è risultato in grado di interpretare note e ritmi in modo assolutamente naturale, a causa di due onde cerebrali a bassa frequenza (onde Delta e onde Theta), che tendono a sincronizzarsi automaticamente con la musica che stiamo ascoltando.

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Un comportamento simile di tali onde era già stato osservato durante una normale conversazione, nella quale i “ritmi” presenti all’interno della corteccia cerebrale vengono utilizzati per la scansione di sillabe, parole e frasi al fine di poter comprendere ciò che l’interlocutore sta cercando di comunicare. Tuttavia, l’ultimo studio americano ha voluto porre l’accento su quanto questo comportamento sia naturale o acquisito con l’esperienza.

I ricercatori hanno infatti analizzato le onde cerebrali di un gruppo di persone comprendente sia musicisti che non musicisti, evidenziando una lieve differenza fra i due risultati ottenuti: le onde cerebrali dei  musicisti, infatti, sono risultate in grado di sincronizzarsi più efficacemente anche con brani musicali insolitamente lenti. La motivazione, secondo il team di ricerca, sarebbe infatti da ricercarsi nella capacità di tali individui di “analizzare” un brano musicale sia nel suo insieme melodico che attraverso le singole note musicali.

Questa e altre differenze, come la maggiore capacità di identificare lievi alterazioni di intonazione, sarebbero quindi indice di una possibilità di allenare e migliorare i processi automatici di riconoscimento del suono attraverso l’allenamento.

Via: EngadgetFonte: NYU.edu