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Ecco perché i televisori 4K saranno una vera rivoluzione

Lorenzo Fantoni -

Guardando un vecchio televisore degli anni ’80 potreste pensare che sono cambiate molte cose nel settore dell’home entertainment, ma non è proprio così. Senza dubbio è aumentata la definizione, ma dal punto di vista del colore la situazione è rimasta abbastanza statica, soprattutto negli ultimi 15 anni.

Grazie ai televisori 4K la situazione cambierà drasticamente, ma prima vediamo alcune importanti nozioni sui colori.

Ci sono due tipi di colori primari additivi e sottrattivi. I sottrattivi sono quelli più comuni, che potete trovare nei dipinti e nelle stampe e sono il rosso, il giallo e il blu. Il loro nome deriva dal fatto che assorbono, quindi sottraggono, determinate frequenze d’onda della luce per ottenere i colori.

Tuttavia la questione non è così semplice, visto che si è poi scoperto che la miglior fedeltà ai colori si ottiene mescolato il magenta, il giallo e il ciano, che sono poi i veri colori alla base di ogni rivista, cartellone o stampa. Di solito questo sistema di colorazione si chiama CMYK, dove K sta per colore chiave, in questo caso il nero.

I colori additivi sono invece quelli che mescolano le varie frequenza per ottenere gli stessi risultati e si basano tutti sul rosso, il verde e il blu. Questo è il sistema utilizzato in ogni schermo esistente al mondo.

Di solito ogni emittente televisiva e ogni possibile schermo sul quale visualizzare le informazioni si uniformano a un unico standard, chiamato Rec.709, in modo che i colori vengano visualizzati nella stessa maniera su ogni supporto, tuttavia difficilmente un televisore esce dalla scatola con le impostazioni corrette, per questo i veri appassionati si prendono qualche minuto per regolare i livelli di rosso, blu e verde.

Il problema del Rec.709 è che è uno standard molto vecchio e legato ai televisori a tubo catodico, per questo motivo gli attuali televisori HDTV non posso riprodurre molti colori che invece l’occhio umano potrebbe vedere, e che renderebbero le immagini ancora più belle.

Per questo motivo con l’arrivo degli schermi 4K e della UHD sarebbe arrivato anche il momento di aggiornare questo standard, cosa che fortunatamente dovrebbe accadere presto.

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Il Gamut

Con Gamut si intendono tutti i colori che una TV può visualizzare, ovvero il verde più verde, il blu più blu e il rosso più rosso, e tutti i colori che stanno nel mezzo.

Come potete vedere dall’immagine. Il triangolo più piccolo è il Rec. 709, ovvero lo standard attuale, che comprende solo una parte dei colori che l’occhio può percepire. Un ottimo esempio dei suoi limiti sono il rosso di un camion dei pompieri e il viola di una melanzana, due colori che sono fuori dal suo Gamut.

Quando aumenta il Gamut aumentano i colori che un televisore può visualizzare, ed è ciò che dovrebbe accadere con due nuovi standard: il Rec.2020 e il P3, anch’essi visualizzati nello schema (sono rispettivamente la linea a puntini e quella tratteggiata).

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Profondità dei Bit

Un altro aspetto importante per un televisore riguarda la profondità dei bit, essendo infatti televisori digitali, ogni colore è rappresentato da un valore numerico. Negli attuali televisori a 8 bit, esistono dunque circa 256 tonalità per ogni colore.

Per questo motivo un blu 20 è quasi nero e un blu 220 è un blu molto intenso e brillante.

Questo ci permette di ottenere 16,7 milioni di colori, che sono tanti, ma che non impediscono imperfezioni e ombreggiature imperfette.

Le TV 4K e i Blu-ray utilizzano un sistema a 10 bit, il che vuole dire che ogni colore ha 1024 tonalità, con miliardi di combinazioni possibili. Se combiniamo un gamut aumentato e una maggior numero di bit otteniamo un grande passo in avanti per i sistemi televisivi casalinghi.

L’arrivo di colori più puri e simili a quelli che possiamo trovare in natura ha solo un curioso effetto collaterale: la percezione dei nostri occhi. Più il colore è “puro”, maggiori sono le variazioni tra gli osservatori, questo perché ognuno di noi vede i colori in maniera leggermente diversa.

Insomma, in futuro di fronte allo stesso rosso lo spettatore A potrebbe percepirlo rosso come una mela, mentre il B lo vedrebbe rosso sangue ed entrambi avrebbero ragione. Se non ci credete, ricordatevi quanto avete discusso attorno a un curioso vestito mostrato in rete.

Probabilmente i produttori cercheranno di ottenere una via di mezzo, così che la maggior parte degli utenti ottenga un risultato simile. Questo anche per evitare che le recensioni varino in base a chi giudica la purezza dei colori di un televisore!

Rec. 2020 o DCI P3?

Al momento la discussione principale riguarda i due standard coinvolti in questa “rivoluzione del colore”, il Rec.2020 e il DCI P3. Per molti il primo è fin troppo avanzato per l’attuale livello della tecnologia, il che non sarebbe male, tuttavia probabilmente il più adottato sarà il DCI P3.

Questo standard è stato sviluppato dalla Digital Cinema Initiative, quindi deciderà come vedremo i colori nelle sale cinematografiche, e ha molte più chance di successo grazie al fatto di essere già in parte utilizzato dall’industria del cinema. Adottandolo non si dovranno rimasterizzare i film più vecchi né cambiare la maggior parte della attrezzature, che comunque non potrebbero arrivare ai livelli del Rec. 2020.

Tuttavia, non è detto che in futuro questi standard non possano coesistere sullo stesso supporto. Aggiungere il Rec. 2020 sarebbe facile come inserire il commento del regista, non cambiare del tutto il formato del Blu-ray.

Come mai solo adesso?

Beh, ovviamente perché è migliorata la tecnologia dei supporti. L’HDMI è in grado di portare molto più dati rispetto ai cavi component e SCART, i Blu-ray hanno lo spazio necessario e perfino eventuali contenuti in streaming possono sfruttare connessioni molto più efficianti (non in Italia, chiaramente).

Al momento le TV con più colori sono abbastanza rare, ma se ne comprate una il prossimo anno potreste già trovarle a prezzi abbordabili e di sicuro sarà possibile farlo entro il 2017. Forse potrà sembrarvi un concetto astratto, ma è probabile che una volta visto un film con questi nuovi standard non vorrete più tornare indietro.

Fonte: CNet
  • Filippo Dardi

    La TV spiegata al popolo bue *-* (e pure bene :D)

    • red wolf

      come sempre fili, ti appoggio

  • Ngamer

    non mi avete ancora convinto a cambiare il mio sony trinitron 29 pollici 😛

  • Tony Pacati

    Il problema e’ quello che ci trasmettono.. Se trasmettono M… si vedra’ solo M…
    Siamo d’accordo, a 4k, andhe 48k con 72 miliardi di colori ma sempre M… rimane

  • henshin88

    Al momento dell’acquisto dove posso controllare tutte queste info? Per esempio sono andato sul sito di Panasonic e ho scelto un 4k e un full hd molto costosi, ma nelle specifiche tecniche non sono riportati i dati citati nell’articolo.

    • Questo dipende dal produttore: scovare le info in negozio è molto difficile, documentarsi con calma online già più facile, ma richiede comunque tempo

  • Pocce90

    Scusate…sono stradavcordo con tutto quello che avete detto tranne una cosa, avete detto “16,7 milioni di colori, che sono tanti, ma che non impediscono imperfezioni e ombreggiature imperfette.” ma da studi fatti so che l’occhio umano percepisce circa 10 milioni di sfumature cromatiche…quindi che senso ha aumentare il numero di colori rappresentabili se quando fu scelto l’8bit per canale fu proprio perche copre ampiamente il nostro “fabbisogno”. Qui ce la stessa incongruenza di una notizia che ora non ricordo ma centrava con l’audio, con qualità di non ricordo quanti bit al secondo rispetto ai canonici 16 bit (qualità CD) 16 bit sono 2^16 informazioni registrabili al secondo (circa 65000) l’orecchio umano percepisce onde sonore fra i 20 e i 22000hz questo significa un potenziale di 44000 informazioni necessarie ogni secondo, 16 bit ne salvano 65000, fare un sistema a 24 bit per ascoltare la musica in HD quando il nostro orecchio comunque non le percepisce è inutile. Posso capire tali invenzioni in ambito scientifico, ma per l’home entertainment è esagerato nonchè inutile