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Ecco perché non allarmarsi per l’ebola

Cosimo Alfredo Pina

Negli ultimi mesi l’epidemia di Ebola ha fatto molto parlare di sé ed ha sollevato la preoccupazione non solo dell’opinione pubblica, ma anche degli enti governativi degli stati maggiori, che hanno deciso di intervenire inviando team di specialisti.

Per quanto questa malattia sia grave  e possa portare a esiti devastanti e spesso letali, la contagiosità e piuttosto bassa e la probabilità che questo virus riesca a diffondersi nei paesi con adeguate strutture sanitarie è davvero remota.

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Il virus dell’Ebola è piuttosto “delicato” e, contrariamente a quello dell’influenza, non sopravvive bene al di fuori del corpo umano. La trasmissione della malattia è infatti limitata per mezzo di fluidi corporei, come il sangue, e dopo la fase di contagio, ovvero quando il paziente mostra già i sintomi avanzati.

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Questo significa che soltanto coloro che hanno a che fare con le persone che presentano i sintomi sono esposti al reale contagio, che, in un sistema sanitario organizzato, sarebbero limitate al solo personale sanitario e quindi addestrato a gestire la situazione.

Per quanto riguarda le persone al di fuori degli ambienti ospedalieri, durante un’ipotetica epidemia di Ebola, le normali norme igieniche che ci tengono in salvo da molte altre malattie saranno più che sufficienti a tenerci al sicuro dall’Ebola.

 

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