Smart City

Ericsson e Luiss: gli italiani vogliono una vita più smart

Andrea Centorrino Da una ricerca condotta dalla multinazionale delle telecomunicazioni Ericsson e dall'università Luiss, emerge che gli italiani amano la tecnologia: credono che applicandola a servizi pubblici, istruzione e sanità, possa migliorare la loro qualità della vita.

L’italiano medio è iper-tecnologico: il 40% trascorre più di 4 ore su internet, ed il 69% si connette da smartphone o tablet; giudica scadenti i servizi pubblici, i servizi sanitari e la pubblica istruzione, e crede che applicando tecnologie smart, il muro cittadino-stato possa essere abbattuto.

Fermate che diano informazioni dettagliate sulla prossima corsa, cartelle cliniche digitali, accesso immediato alle prescrizioni mediche, creazione di contenuti educativi digitali, valutazioni scolastiche online e collegamenti con le università estere: è questo che chiedono gli italiani intervistati.

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Mezzi pubblici più efficienti e facilmente utilizzabili potrebbero avere un effetto volano sul turismo e sulla produttività: in molte città è già possibile acquistare il biglietto attraverso il cellulare, ma ancora non basta.

Inoltre, emerge un dato interessante: i media online, nella forma di siti specializzati, risultano più attendibili di qualunque altra fonte di informazione (27% degli intervistati); al secondo posto troviamo i social network (24%) ed al terzo, pari merito, tv e stampa tradizionale. Gli italiani sono anche molto attenti ai loro dati personali: solo il 12% è disposto a fornirli a qualunque azienda, ed il 75% sostiene che una maggiore sicurezza nei pagamenti online veicolerebbe una crescita degli acquisti.

La ricerca che abbiamo condotto insieme alla Luiss mostra come gli Italiani credano fermamente nella trasformazione digitale. Gli Italiani infatti apprezzano i benefici che la società connessa può generare in termini di miglioramento della qualità della vita, valore per le imprese ed efficienza per la pubblica amministrazione. Compito di tutti noi è soddisfare questa domanda e guidare il cambiamento attraverso una collaborazione sinergica che sostenga l’innovazione e la crescita dell’intero sistema Paese.

Sono queste le parole di Clara Pelaez, head of Strategy, Marketing and Communications per la zona Mediterranea di Ericsson. Anche altri progetti europei, come Horizon 2020, potrebbero portare benefici alla nostra nazione: vogliamo una vita più smart, ormai è evidente.

Fonte: Repubblica
  • Michel Bianchi

    Quindi una persona che sta attaccata a internet su facebook o roba simile sarebbe ipertecnologica? Scusate ma per me una persona ipertecnologica deve capire cosa è la tecnologia e come funziona almeno quello sta usando.

    E come dire che sono sportivo perché guardo il calcio in tv

    • Martino Fontana

      Hai perfettamente ragione: gli italiani stranamente sono quelli che usano di più smartphone e computer, e contemporaneamente quelli che sono più ignoranti in materia informatica.

      • Michel Bianchi

        il concetto è che più una cosa non la conosciamo e più sembra “magica” quindi la vogliamo ,programmando software e costruendo hardware capisci che non è magia anzi e qualcosa di instabile che non sempre funziona e più complessa è più problemi da.

        se molti capissero questo concetto non si lamenterebbero di pagare un app (a volte anche 0,99€) ma purtroppo pensano che non ci voglia nulla a costruire un app e sopratutto non che bisogna conoscere cose alquanto complesse e fare migliaia di test e prove prima che qualcosa funzioni decentemente

    • Davide

      e infatti, qui sono tutti dei grandi sportivi… xD