Essential Home è l’anti Google Home di Andy Rubin, ma non gira su Android, bensì su Ambient OS

Nicola Ligas -

Essential Home con Ambient OS. È questo il dispositivo più inatteso della giornata, presentato dalla startup di Andy Rubin, Essential. Non solo smartphone quindi, ma anche un assistente domestico, rivale di Google Home, Amazon Echo e compagnia.

Esteticamente ci siamo: un dispositivo che in pratica è tutto display, circolare, ed anche piuttosto elegante. Il punto però è: cosa può fare?

  • inviare notifiche in base agli impegni in calendario
  • controllare la musica
  • rispondere a domande generiche (si può attivare con un tap, con la voce o anche solo “con lo sguardo”)
  • cronometro/timer
  • controllo delle luci domestiche

Vi sembrano cose già viste e sentite? Anche a noi, ma ovviamente Essential Home promette di farle meglio della concorrenza. Il problema di questo tipo di dispositivi però è che sono nati più per “generare un’esigenza” che sull’onda di una “reale esigenza”, e come tali sono carenti di una killer-feature che li renda davvero utili.

La sola vera differenza di Essential Home che sia al momento nota è il fatto che l’elaborazione avviene in locale e non nella cloud, velocizzando in questo modo i tempi di risposta, ed eliminando parte della necessità di connessione, laddove possibile. Questo è importante non solo per un il fattore velocità, ma anche per la sicurezza generale di un dispositivo che in pratica ha in mano “le chiavi” di casa nostra.

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I dettagli precisi però sono scarsi, anche in merito ad Ambient OS, il sistema operativo di Essential Home. La sua descrizione fa leva sull’intelligenza artificiale e sul capire il contesto, ma non ci sono demo vere e proprio del prodotto, ma solo animazioni che lasciano un po’ il tempo che trovano.

Ambient OS si vanta di essere in grado di “attivare” la vostra casa, interfacciandosi con tutti i dispositivi connessi in essa presenti, anche se vorremmo vederla in opera questa cosa, perché sulla carta non è così facile, non essendoci uno standard a cui appigliarsi. L’idea però sembra buona, e lo scopo è rendere in pratica Ambient OS una sorta di “API” che permetta alle applicazioni terze di interagire con vari dispositivi. Una sorta di IFTTT per la domotica insomma.

La nostra impressione è insomma che Andy Rubin volesse mettere le mani avanti, dicendo al mondo che le sue ambizioni vanno (giustamente) al di là degli smartphone. Quando queste ambizioni si realizzeranno però, è tutto un altro paio di maniche, perché al momento non si parla né di disponibilità né di prezzo per Essential Home.

Via: The Verge
  • Enrico Gargiulo

    esteticamente li straccia tutti.
    Venderei Home per passare a questo? Non subito. Non senza aver avuto qualche feedback e averne constatato l’effettiva compatibilità con altri giocattoli wi-fi.
    Home, in più, mi funge da speaker e non devo far altro che chiedergli di eseguire musica, senza avere altre casse collegate. Per non parlare di Chromecast…

    certo, questo mi attira, ma… vedremo ^_^