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Foto online come impronte digitali, attenti alle vostre tracce!

Lorenzo Fantoni

Pedofili, ladri di cellulari e criminali troppo inclini a fotografare le vostre imprese, una foto può tradirvi persino più delle impronte digitali.

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I nuovi metodi investigativi infatti sono in grado di sfruttare le foto e associarle a qualunque fotocamera in commercio, analizzando i differenti segnali di rumore che ogni fotocamera lascia sull’immagine.

E adesso poliziotti e ricercatori stanno iniziando ad analizzare tutte le foto postate su Facebook, Flickr, Tumblr, Google+, e blog personali per capire se le immagini possono anche venire associate a determinati account personali.

In uno studio pubblicato tempo fa, due ricercatori italiani, Riccardo Satta ePasquale Stirparo, che lavorano presso la Commissione Europea per la protezione e la sicurezza dei cittadini, sostenevano di poter associare una foto a una persona nel 56% dei casi, esaminando 10 foto prese da due siti diversi.

 

Secondo i due il sistema è ancora lontano dall’essere perfetto, ma può comunque indirizzare le indagini verso possibili sospetti, e comunque, il settore dell’analisi delle foto attraverso le tracce del rumore è ancora agli inizi, ci sono ampi margini di miglioramento.