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Fotografia: come leggere e sfruttare l’istogramma dei livelli

Cosimo Alfredo Pina -

Se avete una fotocamera digitale di un certo livello o avete messo mano ad un programma per la modifica delle foto sarete certamente incappati nell’istogramma dei livelli, quel grafico che a colpo d’occhio ci permette di capire davvero molto di uno scatto.

In questo approfondimento vogliamo spiegarvi in maniera semplice come leggere l’istogramma e soprattutto come sfruttarlo come mezzo per raggiungere la foto desiderata, sia in fase di scatto che di post-produzione.

Come leggere l’istogramma dei livelli

L’istogramma ad un primo sguardo può sembrare uno strano grafico che ci complica le cose ma in effetti la sua lettura è molto semplice. Se supportato, lo potete visualizzare sulla vostra fotocamera sia in fase di scatto che di riproduzione. La procedura per farlo apparire varia da modello a modello ma solitamente basta premere il pulsante “info” (o qualcosa di simile) una o più volte. Anche da PC, smartphone o tablet potete visualizzare l’istogramma di una foto, ma vi servirà uno dei tanti software per modificare foto (anche i visualizzatori un po’ più avanzati lo integrano).

Una volta trovato il modo di accedere all’istogramma di una foto potrete iniziare a “leggerlo”. Sul suo asse orizzontale ci trovate una scala di luminosità che va parte da zero, il nero, a 255, il bianco.

fotografia guida istogramma

Sull’asse verticale è invece riportata la quantità di pixel. La combinazione di questi due dati varia da foto a foto e c’è di enorme aiuto nel comprendere la distribuzione dei toni delle informazioni catturate.

Facendo riferimento all’immagine qui sopra è facile capire come possiamo interpretare al volo l’istogramma di una foto. Sulla parte sinistra, quella più vicina allo zero, trovate un’indicazione di quanti pixel scuri ci sono nell’immagine; all’estrema destra trovate invece i toni chiari e nel mezzo, ovviamente i toni medi o grigi.

Clipping

Può capitare che per errore, limiti tecnici o scelta artistica alcune parti dell’istogramma risultino al di fuori del grafico dell’istogramma, sotto il valore di 0 (nero) o sopra quello del bianco (255). In questo caso si parla di clipping, ovvero la perdita di informazione.

In effetti questo tipo di fenomeno è da evitare e al limite gestire in post-produzione dove è più facile visualizzare con precisione quali sono i pixel a cui rinunciamo.

Istogramma perfetto: come ottenere una fotografia con l’istogramma corretto

Sì, il concetto di istogramma perfetto non solo esiste ma è auspicabile, soprattutto in quelle situazioni dove si ha controllo della scena già in fase di scatto. In queste situazioni potete usare l’istogramma per capire come regolare l’esposizione e quindi ottenere il risultato voluto.

Prendiamo ad esempio un paesaggio innevato; se l’istogramma vi mostra un sacco di toni medi dovrete probabilmente aumentare l’esposizione (senza sforare troppo al di fuori del limite superiore) in modo da rendere la neve bianca e brillante invece che grigia e “sporca”.

Anche in post-produzione è possibile modificare l’istogramma con vari tipi di regolazione, di cui la più ovvia è la luminosità. A fine lettura aprite il vostro programma di photo editing preferito e sperimentate con gli strumenti per luminosità e regolazione dei toni per vedere come la cosa influenza l’istogramma. Intanto fatevi un’idea di quanto detto finora con la galleria qui sotto.

Ribadiamo che in alcune situazioni più difficili, con condizioni estreme di luci, può essere difficile se non impossibile contenere tutta l’informazione dello scatto dentro la gamma (l’intervallo 0-255) della foto. In questi casi si può adottare alcuni “trucchi”, come l’HDR, i filtri ND o l’utilizzo del formato RAW che offre più gamma e informazioni recuperabili in post produzione.

Cosa è l’istogramma RGB

Concludiamo con una nota sull’istogramma RGB. Di fondo è lo stesso tipo di strumento di quello relativo al canale sulla luminosità, ma che separa le tre componenti cromatiche fondamentali. Con l’istogramma RGB potrete così facilmente capire se i colori dello scatto sono in linea con quelli che vi aspettavate e soprattutto individuare eventuali dominanti da correggere.

istogramma rgb
In questa immagine c’è chiaramente una dominante blu, come ci indica anche l’istogramma dove i blu spiccano tra i pixel più luminosi.

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