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Fotografia: guida alla priorità di diaframma

Cosimo Alfredo Pina - Una semplice guida che vi introduce all'uso della priorità di diaframma (A, Av) sulla vostra fotocamera e iniziare a padroneggiare profondità di campo, bokeh ed iperfocale

Sulle nostre pagine abbiamo già affrontato l’argomento guide e consigli per scattare foto e oggi torniamo con una guida all’uso della priorità di diaframma. Premettiamo che questa modalità di scatto nasconde molti degli aspetti più tecnici della fotografia, ma non per questo può essere affrontata con serenità da chi cerca nuovi strumenti creativi per i propri scatti.

Vogliamo quindi con questa guida introdurvi alle possibilità offerte dalla modalità di scatto in priorità di diaframma, parlando anche di concetti correlati con anche qualche semplice esempio pratico e una nota dedicata agli smartphone, su cui potete riportare, sebbene in maniera diversa, quanto possibile con reflex e compatte con controlli manuali.

Cosa è il diaframma?

guida priorità diaframma close up diaframma

Partiamo spiegando cos’è il diaframma. Senza entrare nei tecnicismi dell’ottica potete immaginare il diaframma come l’equivalente della pupilla del vostro occhio: è infatti un foro posto al centro dell’obiettivo, il cui diametro è variabile con un apposito comando.

Il suo compito è quello di regolare la quantità di luce che giunge sul sensore (o sulla pellicola). Di fatto, però, quando si varia il valore del diaframma si influenzano un sacco di parametri dello scatto, ma prima di giungere questo aspetto vale però la pena soffermarsi un attimo su cosa rappresenta il numero valore del diaframma.

Il numero di diaframma o numero f (quello variabile in modalità di scatto manuale oppure Av o A) è una scala standardizzata che indica il grado di apertura del foro dell’obiettivo e quindi quanta luce ci sta passando. A tal proposito è bene notare che la scala procede in maniera inversa: i numeri più piccoli indicano una quantità di luce maggiore.

Per ogni stop, ovvero il salto tra un numero all’altro della scala del diaframma (la riportiamo qui sotto quella con i valori più comuni), la luce aumenta di 1,41 volte, per la precisione la radice quadrata di 2.

f/1 – f/1,4 – f/2 – f/2,8 – f/4 – f/5,6 – f/8 – f/11 – f/16 – f/22 – f/32

Come detto il diaframma non regola solo la quantità di luce, ma anche l’intervallo di messa a fuoco meglio noto come profondità di campo, ovvero lo spazio tra la distanza più vicina e quella più lontana in cui l’immagine risulta nitida. Ed è proprio questo aspetto quello che offre il maggior controllo creativo con la priorità di diaframma.

guida priorità diaframma profondità di campo

A tal proposito cogliamo l’occasione per citare l’iperfocale, ovvero la distanza, per un certo diaframma, oltre la quale tutti i piani, dal più vicino all’infinito, risultano a fuoco. Questo concetto lo ritrovate su certi obiettivi dove sulla ghiera di messa a fuoco trovate l’intervallo di profondità di campo per una certa combinazione di distanza dal punto di fuoco e diaframma; scala estremamente utile per fotografia di paesaggi e qualora si decida o debba ricorrere al fuoco manuale (qualcuno ha detto street photography?).

Concludiamo questo paragrafo con il bokeh, l’effetto sfuocato generato dal diaframma. Questo è influenzato dal numero di lamelle (quelle che vedete anche nella foto in apertura di questo paragrafo) e più il diaframma ne avrà più gradevole sarà l’effetto, ovvero con sfocatura dalle linee meno nette.

Come e perché usare la priorità di diaframma?

Sono molti i casi in cui la priorità di diaframma diventa fondamentale per ottenere il risultato desiderato. Infatti proprio per il fatto che l’apertura della “pupilla dell’obiettivo” regola la distanza di messa a fuoco, questo controllo diventa fondamentale, anche se non esclusivo, in tutti i casi si voglia avere controllo su zone nitide e sfuocate.

Oltre che dall’apertura del diaframma, la profondità di campo è influenzata da molti fattori (ci sono formule apposite per calcolarla) come lunghezza focale dell’obiettivo, rapporto di ingrandimento, dimensioni del sensore e distanza dal soggetto.

Potete farvi un’idea con i calcolatori che trovate online o con delle app per smartphone che svolgono lo stesso compito. Tuttavia le regole generali sono che un diaframma più aperto (valori inferiori) comporta profondità di campo inferiori, così come distanze dal soggetto ravvicinate e obiettivi a focale più lunga (teleobiettivi).

Sperimentate con la vostra attrezzatura e capirete subito di cosa stiamo parlando. Come possiamo quindi sfruttare questi concetti per ottenere sul sensore quello che abbiamo in mente? Andiamo ad analizzare i due scenari principali.

Soggetto a fuoco e sfondo sfuocato – Caso che si rivela particolarmente desiderabile per ritratti, macro o più in generale quando si voglia creare un forte stacco fra soggetto e sfondo.

Per ottenere questo effetto, in linea di principio, vi basterà mettere a fuoco sul soggetto e aprire il diaframma (quindi ridurre il numero). Se il vostro obiettivo non vi permette di ottenere il risultato, magari perché non offre un fotogramma particolarmente generoso, provate a zoomare o avvicinarvi al soggetto.

Ovviamente per invertire l’effetto, magari per un tocco artistico, vi basterà mettere a fuoco sullo sfondo o su un soggetto posto ad una distanza ragionevolmente diversa da quello principale.

LEGGI ANCHE: 7 consigli di un fotografo professionista per scattare con lo smartphone

Tutto a fuoco – Caso molto comune è quello in cui vorremo una foto con tutta l’inquadratura perfettamente a fuoco e nitida. Ottenere questo risultato richiede la chiusura del diaframma (aumento del valore), cosa che incrementerà la profondità di campo ma non è detto che questa soluzione sia sempre applicabile o la migliore.

Come detto nel paragrafo precedente chiudere il diaframma fa si aumentare la zona di messa a fuoco ma riduce anche la luce incidente sul sensore; la cosa non è un problema se siete all’aperto in pieno giorno, ma in condizioni di scarsa luminosità vi costringerà a ricorrere ad un compromesso tra apertura e sensibilità ISO. Ci sono poi anche altri fattori che influenzano la nitidezza, da considerare in base all’obiettivo che state usando ma approfondiremo questo aspetto in un articolo a parte.

Con questi due esempi molto banali, ma soprattutto facendo leva sul concetto di profondità di campo (date un’occhiata alla galleria qui sotto dove il punto di fuoco è sempre lo stesso), potete così costruire tutti i vostri scatti in priorità di diaframma e manuale. Dato che ogni combinazione di fotocamera/obiettivo/numero f/distanza di messa a fuoco crea effetti diversi, non vi resta che impugnare la vostra fotocamere e iniziare a scattare.

Una nota per gli smartphone

Se la priorità di tempo è offerta da sempre più smartphone, la stessa cosa, per ovvi motivi legati alle piccole dimensioni del modulo fotografico, non si può dire del controllo sul diaframma. Eppure la maggior parte dei top gamma offrono una modalità di messa a fuoco selettiva.

Ovviamente i limiti tecnici non permettono di avere un effettivo controllo sulla profondità di campo che, salvo per oggetti molto vicini, sugli smartphone parte subito verso l’infinito. Per questo la modalità prevede solitamente l’utilizzo di filtri software.

Tuttavia anche se il vostro smartphone applica un filtro fittizio nulla vi vieta di aprire la vostra mente e sfruttare anche questo mezzo per ottenere risultati concettualmente simili a quanto sarebbe possibile con una fotocamera con controlli manuali. Anche sugli smartphone largo alla creatività!

Con questo articolo abbiamo quindi affrontato la modalità di scatto in priorità di diaframma e speriamo di avervi dato qualche spunto per i vostri prossimi scatti, che vi invitiamo anche a condividere qui sotto nei commenti.

DA NON PERDERE

  • henshin88

    grazie ragazzi potreste fare anche una guida per le macchine e le ottiche da comprare per chi vuole iniziare a scattare. Magari anche qualcosa di veccho che si trova usato ma buono per imparare

  • Gianluca2000

    Quale è la milgiore app per scattare foto in manuale sullo smartphone? (ho provato solo camera fv-5 e non mi ha soddisfatto)