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Gli hotel voglio vietare gli hotspot personali, ma Google e Microsoft danno battaglia

Lorenzo Fantoni

La battaglia per il WiFi in hotel, visto da alcune parti come un lusso da far pagare a caro prezzo, sta vivendo una rapida escalation.

 

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Circa un mese fa Marriot ha infatti bloccato l’uso degli hotspot privati, forzando di fatto l’uso della sua costosa WiFi, durante una convention. Per tutta risposta, Google, Microsoft e altri provider americani hanno iniziato a fare pressione sulla FCC affinché si opponga a questo genere di comportamento.

Secondo chi si oppone al blocco, le catene di hotel non solo cercano di forzare le persone a usare WiFi molto costosi, ma prendono possesso in maniera abusiva di frequenze WiFi senza licenza. Frequenze che tutti dovrebbero poter usare liberamente.

Secondo gli hotel, bloccare le frequenze servirebbe a fornire una connessione sicura e affidabile per i propri ospiti, e per farlo usano materiale approvato dalla FCC, e che viene utilizzato per bloccare intrusi e interferenze.

Dal canto suo, la FCC non ha ancora dato il suo parere, ma ha multato Marriot di 600.000 dollari per il blocco del WiFi. Una sentenza che, pur non essendo un parere ufficiale, fa capire come l’ente non creda molto alle motivazioni della compagnia, prospettando un futuro radioso per le nostre connessioni private.