Google Final

Google aggiorna Penguin, l’algoritmo che scova i “furbetti del SEO”

Leonardo Banchi

L’algoritmo di Google, che cataloga i siti presenti sul web e li classifica per offrirli fra i risultati delle ricerche, basa i propri risultati su una lunga serie di “segnali”: oltre 200 parametri che rendono possibile identificare le pagine migliori da offrire agli utenti del motore di ricerca.

Fra questi parametri ci sono le parole chiave contenute nel testo, la provenienza geografica dell’utente, l’attualità delle informazioni ed il PageRank, ma anche uno specifico segnale chiamato “Penguin”, il cui scopo è quello di eliminare dai risultati pagine create “ad hoc” per i motori di ricerca: siti web, in pratica, ricchi di parole chiave e tag ripetuti forzatamente, ma poveri di contenuti utili agli utenti.

LEGGI ANCHE: Linguaggio naturale e correzioni nella ricerca su Drive

Penguin, lanciato nel 2012, ha ricevuto oggi un importante aggiornamento che introduce alcuni cambiamenti molto richiesti dai webmaster:

  • Aggiornamento in tempo reale: fino ad ora, infatti, la lista delle pagine identificate da Penguin veniva aggiornata periodicamente nella sua interezza, lasciando potenzialmente passare un tempo notevole fra la correzione di un sito web e la sua rimozione dalla “blacklist” di Google
  • Penguin è adesso “Granulare”: l’algoritmo regolerà la classificazione delle pagine basandosi sui segnali di spam, piuttosto che influenzando la classificazione dell’intero sito.

Il nemico principale del cosiddetto “webspam” sarà quindi da oggi ancora più efficiente, e sempre pronto ad offrire a tutti gli utenti di Google i migliori risultati di ricerca possibili.

Fonte: Google