Google Home teardown_1

Google Home passato (letteralmente) ai raggi X da iFixit: ecco cosa c’è dentro (foto)

Cosimo Alfredo Pina

Ormai nessun dispositivo viene risparmiato dai cacciavite di iFixit, neanche Google Home. Il team dei sito diventato famoso per i suoi teardown ha infatti messo a nudo lo speaker smart di Google, per vedere con quali componenti riesce a capire i comandi vocali e a fungere anche da piccolo sistema multimediale, ma soprattutto quanto è facile da riparare.

Proprio riguardo la riproduzione di musica, a bordo di Google Home ci sono due driver da 2″, ad ampia gamma, affiancati da altrettanti diffusori passivi; questi sono facilmente visibili (così come la porta micro-USB di debug) una volta rimossa la base magnetica, che può essere cambiata al volo per un nuovo look.

La caratteristica principale dello speaker con Google Assistant è però quella di ascoltare l’utente per eseguire comandi o fornire informazioni, in qualsiasi momento. Per questo monta, sul pannello superiore dove c’è anche il sensore touch e 12 LED di stato, due microfoni 621 PS006L. Al centro dello speaker, dopo aver rimosso una guarnizione, si accede alla scheda madre, dove si trova il nucleo smart di Home, in effetti non così inedito.

LEGGI ANCHE: Google Home, nuovi dettagli e prezzo dello speaker con Assistant

La CPU è l’Armada 1500 Mini Plus di Marvell (due core Cortex A7), la RAM è di Samsung (Samsung K4B4G16 512 MB B-Die DDR3 SDRAM) mentre la memoria è gestita da un chip NAND di Toshiba (TC58NVG1S3HBA16); praticamente le stesse componenti del Chromecast 2015. Spicca un amplificatore audio TAS5720, di Texas Instruments.

Nel complesso ad iFixit è piaciuta la progettazione di Google Home, solida ma relativamente facile da smontare, con montaggio modulare. Unico appunto sulla scheda eccessivamente fissata al pannello superiore e cavo di alimentazione attaccato direttamente alla scheda principale.

Comunque lo speaker con Assistant si è meritato un bel 8 in riparabilità. Un motivo in più per voler rendere smart la propria casa con la soluzione di Google anche se, ve lo ricordiamo, non è ancora prevista una commercializzazione in Italia.