Daydream visore

Google stava lavorando a un rivale di Oculus Rift che non vedrà mai la luce (Aggiornamento: ma forse uno diverso sì)

Leonardo Banchi -

I progetti avviati da Google che non arrivano a vedere la luce, si sa, sono tanti, e fra di essi c’era anche un dispositivo per la realtà virtuale, diretto rivale di Oculus Rift ed HTC Vive, che però sarebbe stato recentemente accantonato.

La notizia arriva da fonti vicine al progetto, che non fornisce molte informazioni sullo stato del suo avanzamento, ma chiarisce in modo piuttosto inequivocabile il motivo della scelta: il dispositivo, nato all’interno del laboratorio di ricerca X Lab dal lavoro di circa 50 ricercatori, sarebbe infatti stato basato su un proprio sistema operativo, invece di affidarsi ad Android come  la piattaforma Daydream, presentata all’ultimo Google I/O.

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La scelta di mettere da parte il progetto di un proprio visore di fascia alta non è comunque il simbolo dell’abbandono della realtà virtuale da parte di Google. Proprio grazie a Daydream, il colosso statunitense punta infatti a offrire agli sviluppatori un ampio set di strumenti per realizzare le proprie app, e una piattaforma versatile e diffusa sulla quale eseguirle: insomma, un rivale potenzialmente ben più pericoloso per Oculus ed HTC di quanto non potesse esserlo un visore completamente indipendente.

AGGIORNAMENTO 18/07/2016:

Secondo quanto una fonte ha rivelato a Engadget, l’idea di Google di costruire un visore di fascia alta, indipendente da PC e dedicato alla realtà virtuale, sarebbe tutt’altro che abbandonata: anche se il progetto di cui abbiamo parlato in precedenza è stato accantonato, infatti, rimane l’idea che Daydream non possa rappresentare i piani a lungo termine della compagnia.

Lo scopo del prodotto in lavorazione sarebbe quello di abbattere le barriere fra realtà virtuale e realtà aumentata, magari grazie anche all’uso di videocamere proiettate verso l’esterno, e di un chip in grado di tracciare il movimento della testa dell’utilizzatore, come aveva riportato il Wall Street Journal a Febbraio. La compagnia californiana si è comunque ancora astenuta dal commentare la vicenda, lasciando spazio a varie interpretazioni sui piani per il suo futuro.

Fonte: Recode