Daydream-design-final

Il futuro visore VR di Google potrebbe tenere traccia del vostro sguardo

Cosimo Alfredo Pina

Quando Daydream, il nuovo concetto di realtà virtuale made in Google, non era ancora stato presentato, si parlava di come a Mountain View si stesse lavorando su un visore VR funzionante indipendentemente, senza smartphone o PC.

Anche dopo l’annuncio al Google I/O 2016 dell’evoluzione di Cardboard (e che evoluzione) si è tornati a parlare di questo possibile visore, come un dispositivo di fascia alta, che unisca la realtà virtuale con quella aumentata.

A confermare il tutto arrivano nuove indiscrezioni, riportate da fonti vicine alla questione, che indicano come il dispositivo monterà diverse tecnologie per unire il mondo reale con quello virtuale, senza comunque ricorrere ad un display traslucido, come ad esempio quello di HoloLens o Google Glass.

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Si parla di sensori e algoritmi capaci di mappare l’ambiente circostante (forse gli stessi di Project Tango?) e di un sistema per tracciare la pupilla dell’indossatore e quindi la direzione dello sguardo. Dietro a queste funzioni ci sarebbe Movidius, azienda recentemente acquisita da Intel e specializzata in computer visione potenziata da IA. Quando potremo quindi immergerci nella realtà mista di Google?

Ad oggi è impossibile dare stime precise, ma sappiamo già che alla FCC è stato approvato un “dispositivo per realtà virtuale wireless” e tra i firmatari del documento figurerebbe anche Mike Jazayeri, dirigente della sezione VR di Google.

Probabilmente si tratta di un prototipo, da usare per prove interne o inviare a partner. Di fatto però sia Google sia Movidius si sono rifiutate di commentare la questione e per ora il visore standalone di Google rimane solo un gadget concettuale.

Via: Engadget