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Grazie al silicone avremo cavi ottici superveloci

Lorenzo Fantoni

Ricercatori della Stanford University hanno sviluppato un collegamento ottico che utilizza strisce di silicone per “piegare” la luce con un angolo prestabilito. Una invenzione che i futuri processori fotonici potrebbero utilizzare per trasmettere dati a velocità incredibili.

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La chiave di questo nuovo sistema, che potrebbe soppiantare qualunque cavo utilizziamo oggi, sta nelle piccole scanalature che vedete nella foto qua sopra. Quando la luce le colpisce rimbalza con differenti lunghezze d’onda a destra e a sinistra, senza alcuna limitazione di banda luminosa. Basta seguire un algoritmo per ottenere il pattern di scanalature necessario per ogni tipo di fonte in pochi minuti.

Questa tecnologia è ovviamente ancora troppo giovane per un’applicazione pratica, ma è progettata per essere compatibile con le attuali fibre ottiche e potrebbe, teoricamente, aumentare in maniera incredibile la capacità di trasferimento dati delle dorsali internet. L’obiettivo finale dei ricercatori è assemblare un chip basato sui fotoni che faccia sembrare i più veloci computer di oggi delle tartarughe.

Ovviamente per ottenerli non basterà questa invenzione, ma se un giorno il vostro telefono avrà la capacità computazionale di un supercomputer del 2014, tutto sarà partito da qua.