compensazione esposizione 2

Fotografia: come funziona e come usare la compensazione dell’esposizione

Cosimo Alfredo Pina -

Tra gli strumenti più versatili e tendenzialmente facili da usare presente sulla maggior parte delle fotocamere e sugli smartphone relativamente recenti, c’è quello della compensazione dell’esposizione, una regolazione semplice e veloce ma che può aiutarvi molto nell’ottenere il risultato desiderato senza passare a controlli avanzati o manuali.

In questo breve guida vi aiutiamo a capire come funziona la compensazione dell’esposizione e come usarla a vostro favore. Per questo partiremo prima con un breve, semplificato paragrafo su come viene calcolata l’esposizione dalla vostra fotocamera o app per scattare foto.

Cosa è e come viene misurata l’esposizione

Esula da questo approfondimento analizzare a fondo i sistemi per il calcolo dell’esposizione, ma è giusto, per comprendere la compensazione, avere un’idea base su come dal momento in cui puntiamo la fotocamera ad una certa scena questa riesca (o almeno ci provi) a far arrivare la giusta quantità di luce su sensore o pellicola.

Cosa è l’esposizione – Semplificando, l’esposizione è quella combinazione di parametri di scatto che, quando corretta (salvo la ricerca effetti di luce), permette di ottenere una fotografia leggibile, ovvero che non ha perso troppe informazioni in quanto sovraesposta (troppo chiara) o sottoesposta (troppo scura). Un corretto triangolo tra velocità di scatto, apertura del diaframma e sensibilità (ISO) sono la chiave per ottenere il risultato che avete in mente. Altro concetto importante legato all’esposizione è quello dello stop, un intervallo del valore di esposizione che quando aumentato o diminuito di un’unità  equivale al doppio o alla metà della luce che arriva su sensore o pellicola.

Come viene misurata l’esposizione – A meno che non si stia scattando in manuale, dove la scelta dei tre parametri suddetti è lasciata (o comunque guidata) dal fotografo, sarà la fotocamera a misurare la luce dell’inquadratura e a scegliere i valori per l’esposizione. Per fare ciò sono utilizzati vari metodi e sistemi che variano da dispositivo e marca, ma possiamo riassumerli in tre modalità generiche:

  • Media: questa misurazione di tiene conto di tutta l’inquadratura, andando a calcolare una media che dia, per quanto possibile, la corretta esposizione di tutta la scena
  • Media pesata: similmente alla precedente modalità anche questa fa la media per calcolare l’esposizione, ma su una porzione più ristretta della scena
  • Spot: in questa modalità una porzione “puntiforme” della scena viene usata per calcolare l’esposizione, caratteristica particolarmente utile qualora si voglia mettere in risalto una zona particolarmente scura o illuminata

Negli ultimi due casi la porzione usata per misurare è tendenzialmente quella centrale, ma la maggior parte delle fotocamere permettono di selezionarla (sullo smartphone è solitamente il punto dove si tocca).

Quando la fotocamera misura l’esposizione, con i metodi suddetti, ricava quindi una serie di parametri che equivalgono allo “stop 0”. Con questa combinazione di velocità di scatto, apertura del diaframma e sensibilità la fotocamera riporta la luce misurata ad un valore neutro. La cosa può essere facilmente capita prendendo la vostra fotocamera e puntandola su un foglio bianco mediamente illuminato.

In modalità automatica non otterrete uno scatto bianco, ma un foglio grigio. Questo perché l’esposimetro della fotocamera avrà riportato la scena allo “stop 0”. Quello che la compensazione dell’esposizione vi permette di fare è aumentare o diminuire di qualche stop (o una frazione di questi) il valore calcolato artificialmente senza dover intervenire direttamente sui controlli di fotocamere e obiettivo.

Come usare la compensazione dell’esposizione

Se avete letto il precedente paragrafo fino all’ultima frase, forse avrete già intuito come funziona la compensazione dell’esposizione e come usarla per ottenere il risultato voluto. Riprendendo l’esempio del foglio bianco per riprodurre la scena in maniera fedele alla realtà vorrete dare qualche stop in più (valori positivi), in modo che più luce raggiunga la parte sensibile della fotocamera. Pensate a tutte le volte che avete ritratto qualcuno vestito di bianco o per le foto fatte sulla neve e avete ottenuto scatti poco brillanti.

Viceversa per un soggetto dai toni scuri che non vogliamo immortalare come un grigio slavato, sarà opportuno togliere qualche stop al valore calcolato. Ovviamente queste indicazioni sono applicabili anche in post-produzione (soprattutto quando si parla di RAW), ma se avrete avuto occhio e compensato l’esposizione in fase di scatto, vi troverete già avvantaggiati. A questo punto speriamo di avervi dato qualche spunto per i vostri prossimi scatti creativi che vi invitiamo a condividere qui sotto nei commenti.

DA NON PERDERE