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Hacker americani facevano suonare gli AC/DC nelle centrali iraniane

Lorenzo Fantoni -

Tra il 2009 e il 2010 il programma nucleare iraniano fu oggetto di pesantissimi cyber attacchi da parte dei governi statunitense e israeliano, che usarono un virus noto come Stuxnet.

Stuxnet prese il controllo delle centrifughe delle centrali nucleari del paese, causando la rottura di molte centrali, azzoppando di fatto gli sforzi dell’Iran per diventare una potenza nucleare.

Tuttavia gli hacker responsabili degli attacchi non si limitarono  a sabotare le centrifughe, per affermare ancora di più il loro potere sui sistemi iraninani decisero di violare anche le i computer degli impianti e fargli riprodurre gli AC/DC a volume altissimo.

A rivelare questo particolare scherzo è stato l’esperto di sicurezza informatica finlandese Mikko Hypponen, che durante una conferenza sulla sicurezza Black Hat ha raccontato di uno scienziato iraniano che gli mandava email riguardanti i computer che riproducevano durante la notte questa musica assordante.

Dall’attacco Stuxnet, Obama ha più volte messo in guardia le agenzie di sicurezza dall’uso di armi cibernetiche su altri Paesi, la sua paura è che il codice sorgente di questi virus, se individuato, potrebbe essere usato a sua volta contro gli Stati Uniti, forse ha paura che la Casa Bianca venga invasa da assordanti compilation di musica folk iraniana.