Halo indossabile per cervello

Halo: l’indossabile che stimola la mente

Cosimo Alfredo Pina

Da una decina di anni a questa parte si sta sperimentando come il cervello umano modifichi il suo funzionamento se sottoposto a stimoli esterni, diversi da quelli della quotidianità. Alcuni recenti studi dell’Università di Oxford hanno dimostrato come la stimolazione elettrica per via transcranica, ovvero non invasivane aumenterebbe le abilità matematiche.

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Affascinati dalle possibilità offerte da questo scenario e dietro al finanziamento da 1,5 milioni di dollari di Marc Andreessen, famoso negli anni ’90 per il browser Mosaic, Amol Sarva e Daniel Chao hanno unito gli sforzi per creare un dispositivo indossabile non invasivo che permetta di applicare il concetto di stimolazione del cervello e che sia alla portata di tutti.

Sarva è l’imprenditore che ha realizzato i dispositivi Peek ed il router multimediale Gramofon, mentre Chao viene da molti anni di lavoro in NeuroPace, un’azienda che realizza impianti cerebrali per il controllo delle crisi epilettiche. Insieme stanno lavorando al progetto Halo: una serie di fasce da portare sulla testa, fornite di vari tipi di stimolatori.

I primi prototipi rudimentali sono stati assemblati con componenti comuni e testati, non senza incidenti, insieme ad una comunità di hacker fai da te. Al momento il progetto è in fase avanzata, con i primi test clinici previsti per la fine dell’estate. C’è quindi riservatezza ma pare che sarà implicato l’uso di elettricità, campi magnetici, onde radio e luce infrarossa.

In un mondo in cui il lavoro manuale va diminuendo e la necessità di rimanere concentrati per lunghi periodi è un problema per molte persone, sareste disposti a sottoporvi a questo “elegante” elettroshock per aumentare le prestazioni del vostro cervello?

 

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