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Hector, l’insetto stecco robot in grado di superare ogni ostacolo (video)

Leonardo Banchi -

I progressi effettuati nel campo della robotica, a causa della loro frequente ispirazione “naturale”, ci hanno abituati a vedere droni e robot le cui forme e movimenti riproducevano quelli dei più disparati animali, come ghepardi, squali e persino velociraptor. Nonostante questo, però, non possiamo fare a meno di sorprenderci venendo a conoscenza di un automa ispirato al meno nobile bacillus rossius, meglio conosciuto come insetto stecco.

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Hector, questo il nome dato al progetto dai ricercatori della Bielefeld University, utilizza infatti le tecniche di movimento tipiche di tale insetto per riuscire ad adattare la propria camminata a qualunque terreno, peculiarità che raramente le intelligenze artificiali riescono ad avere.

Nonostante la loro velocità e capacità di equilibrio durante il movimento, infatti, i robot più famosi come Cheetah hanno serie difficoltà a muoversi in un terreno non omogeneo, poiché non sono in grado di adattarsi a variazioni impreviste.

I robot a sei zampe, invece, riescono ad essere decisamente più affidabili, poiché la tecnica tradizionale permette loro di appoggiarsi sempre su tre di esse e mantenere la stabilità. Questo metodo, però, limita in maniera consistente sia la velocità di movimento che la capacità di superare ostacoli particolarmente impegnativi.

Ecco quindi il motivo che ha portato i ricercatori ad ispirarsi all’insetto stecco: proprio come avviene in esso, le zampe di Hector hanno la capacità di calibrare autonomamente la propria posizione, valutando la forza alla quale sono sottoposte e la miglior posizione da assumere per garantire la stabilità. In questo modo, Hector riesce a camminare adattandosi momento per momento alla configurazione attuale del terreno, rispondendo efficacemente anche a repentine variazioni causate, ad esempio, da un improvviso cedimento di uno degli appoggi.

A seguire trovate un video nel quale viene mostrato il movimento di Hector, le cui immagini sono più esaurienti di qualsiasi spiegazione. La velocità dell’automa, per adesso, è ancora abbastanza limitata, ma l’effetto visivo che si ha osservando le zampe adattarsi alla situazione è comunque impressionante. Così come lo è, a dirla tutta, anche la forma del robot.

VIA: TheVerge