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I droni DJI non voleranno più sulla casa bianca

Leonardo Banchi -

Nonostante un famoso modo di dire, che compara la cattiva pubblicità a quella positiva, “purchè se ne parli”, sovente le notizie che non mettono in buona luce un prodotto portano ripercussioni negative su di esso. Ecco quindi che anche una casa famosa come DJI, fra i leader indiscussi per la produzione di droni, si può in pochi giorni ritrovare costretta a rilasciare un aggiornamento che limita le possibilità dei propri esemplari.

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Qualche giorno fa, infatti, la foto di un drone DJI caduto sul terreno della Casa Bianca (visibile in apertura dell’articolo), a Washington DC, ha fatto il giro del mondo rimbalzando sui vari social network. Di per sé, l’evento non sarebbe particolarmente degno di nota, se non fosse per l’esistenza di una legge che proibisce il volo di veicoli privi di pilota in un raggio di 25 chilometri dal centro della capitale.

La casa produttrice, dunque, si è trovata costretta a correre ai ripari per evitare il ripetersi di eventi simili, e sta in questo momento rilasciando un aggiornamento per il proprio Phantom 2 che impedirà a tutti gli esemplari di questo drone di decollare, qualora si trovino all’interno della zona “proibita”.

Tutti gli abitanti di Washington DC in possesso di questo drone, quindi, potranno scegliere se rinunciare a tutti gli aggiornamenti futuri, oppure costringere sé stessi a periodiche gite fuori porta, che permettano loro di utilizzare il drone in liberà, lontani dall’occhio vigile dello Zio Sam.

VIA: Engadget