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I primi droni biodegradibili sono funghi volanti

Cosimo Alfredo Pina

Questo drone realizzato dalla NASA può essere definito quantomeno unico. Buona parte della sua struttura è biodegradibile, poiché costituita da materiale biologico; il telaio è infatti realizzato con del micelio, la parte vitale dei funghi.

Per ottenere la forma richiesta sono stati usati degli stampi di cellulosa ricoperti di proteine. Il micelio è stato quindi fatto crescere su queste forme per rinforzarne la struttura, senza perdere la biodegradabilità. I circuiti elettronici, che contengono sostanze solitamente poco biocompatibili, sono stati realizzati con inchiostri a base di nanoparticelle di Argento.

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Alcune parti, come eliche e motori, sono ancora necessariamente in plastica o altri materiali poco adatti ad una totale biodegradabilità. L’obiettivo finale di questa ricerca è ottenere dei velivoli in grado di sorvolare zone incontaminate, senza comprometterne il delicato equilibrio in caso di incidenti.

Prima di raggiungere tale traguardo si dovrà necessariamente lavorare anche sulle parti mobili, cosa non scontata se si pensa alla struttura di un semplice motore elettrico che richiede resistenza velocità e l’impiego di materiali conduttori.

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