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Il bombardamento atomico di Hiroshima sarebbe potuto andare peggio

Cosimo Alfredo Pina

Il terribile bombardamento atomico di Hiroshima che ha segnato per sempre l’umanità sarebbe potuto andare peggio, molto peggio. Little Boy, questo il nome dell’ordigno sganciato,  uccise  80.000 persone portando distruzione immediata e devastazione a lungo termine dovuta alle radiazioni eppure la quantità di uranio esplosa sarebbe stata minima.

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Le armi nucleari di quei tempi erano ancora ad un stadio rudimentale e la deflagrazione del 6 agosto 1945 consumo soltanto il 2% dell’uranio caricato sulla bomba. L’autore Eric Schlosser ha spiegato, in un’intervista tenuta dal programma radiofonico Fresh Air dell’americana NPR, come soltanto una minima parte del materiale fissile sia effettivamente detonato attribuendo buona parte della potenza distruttiva all’esplosivo convenzionale.

Il resto del materiale radioattivo  si è disperso nell’ambiente circostante producendo tuttavia danni legati all’emissione di radiazioni nocive. Da quei tempi le armi nucleari sono divenute molto più potenti ed efficienti e nonostante si sappia bene quale sia il loro potere distruttivo molti paesi in tutto il mondo non hanno intenzione di liberarsene, procedendo magari alla produzione di nuovi ordigni. Noi, da “umili civili”, non possiamo che augurarci di non dover mai più assistere al loro utilizzo.

 

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