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Il futuro della pornografia è nella realtà virtuale? (NSFW)

Cosimo Alfredo Pina -

La pornografia ha basato buona parte del suo successo sulla diffusione in larga scale di tecnologie audio/video di qualità e alla portata di tutti. Dopo i vari formati ad alta risoluzione e gli schermi a tre dimensioni, l’ultima frontiera di questo campo è senz’altro la realtà virtuale.

Gli avanzamenti di Oculus VR e delle varie alternative, che iniziano a farsi spazio su questa nuova frontiera, si avvicinano al mercato potenzialmente molto ampio della pornografia,  che resta ancora un ambiente “delicato”, in cui potrebbe essere difficile introdurre questo tipo di concetto. In questo articolo vogliamo illustrare alcuni degli approcci adottati per rendere la pornografia un’esperienza sempre più avvolgente ed interattiva.

Filmati in realtà virtuale

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Un primo esempio viene da VirtualRealPorn che ha sviluppato 25 video da nove minuti ciascuno, in grado di fornire un’esperienza 180° da vivere grazie ad Oculus Rift, in cui l’utente può interpretare virtualmente il ruolo dell’uomo.

Linda Wells, responsabile della comunicazione di VirtualRealPorn, ha spiegato come la produzione e la post-produzione per questo tipo di prodotti sia estremamente più complessa e dispendiosa rispetto alla realizzazione dei classici contenuti per adulti. Creare video di qualità che non diano il “mal di simulazione” è una sfida di non poco conto.

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Per cercare di raggiungere lo scopo, l’azienda spagnola ha dovuto ricorrere ad attrezzatura cinematografica appositamente modificata, le cui riprese hanno dovuto subire un processo di elaborazione in grado di rendere il tutto navigabile con lo spostamento dello sguardo, senza eccessivi cali di qualità. Nei prossimi filmati l’azienda conta di inserire un’interattività a 360°, integrata anche con “appositi dispositivi” indossabili.

Scansioni 3D delle modelle

Un altro aspetto emergente della realtà virtuale in ambito pornografico è quello della realizzazione di scansioni 3D delle attrici. Ne è un esempio rappresentativo Lucid Dreams V2 (di cui riportiamo un video di seguito), un programma per Oculus VR realizzato da Veiviev, un gruppo di sedicenti artigiani che realizza “sculture” virtuali.

Per il momento il gruppo si dice interessato alla creazioni di soli contenuti statici, visibili dagli utenti come esposizioni in un museo, promettendo a breve, anche versioni maschili delle loro statue. Un esempio simile a quello di Veiviev viene dalla giapponese PG Productions che ha ricreato cinque porno attrici virtuali,  il cui futuro potrebbe essere messo a dura prova, almeno nel propria patria, dalla realtà competitiva dell’hentai.

Avatar
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L’approccio di Utherverse alla realtà virtuale punta invece sull’interazione tra utenti. Red Light Center è il social network 3D realizzato dall’azienda che permette ad utenti di tutto il mondo di impersonare un avatar all’interno dell’universo virtuale. Ovviamente le possibilità offerte da questa piattforma vanno ben oltre il classico gioco online.

Brian Shuster, fondatore e CEO di Utherverse, ha dichiarato che l’azienda è al lavoro per integrare il tutto sia con Oculus Rift sia con le soluzioni offerte da Leap Frog, i realizzatori di Leap Motion, il controller per PC che traccia il movimento delle mani senza utilizzare fili. L’obiettivo di Shuster è creare un porno in cui i protagonisti siano i due (o più) interlocutori.

Teledildonica

La teledildonica, un campo in piena espansione, è la branca che combina tecnologie come la robotica comandata a distanza e i sex toys, per realizzare macchine del piacere interfacciabili. Sebbene la maggior parte dei concept fino ad oggi realizzati si basano sull’interazione tra umani, stanno inziando ad apparire anche integrazioni con i sistemi di realtà virtuale.

Un esempio, ancora in fase di sviluppo, arriva da Chathouse 3D, un ambiente virtuale, strutturalmente similarmente a Red Light Center, che ha sperimentato con Oculus. La conclusione preliminare è che senza feedback tattile non è possibile godere dell’esperienza virtuale; per questo secondo i creatori l’unica via è l’introduzione dei sistemi di dildonica da integrare con quelli di realtà virtuale.

Il futuro della pornografia

Sperimentare l’aspetto più intimo della realtà virtuale, avrà senz’altro suscitato la curiosità di molti. Tuttavia il giorno in cui la pornografia 3D interattiva diventerà accessibile e godibile da entrambe i sessi è ancora lontano. Le poche realtà disponibili sono indirizzate ad un pubblico per lo più maschile e sono ancora immature sull’aspetto sia grafico sia “fisico”.

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Prima che l’industria della pornografia investa in maniera decisiva su questo campo, Oculus Rift e affini dovranno trovare il loro spazio tra la comune utenza, un po’ come è stato fino ad oggi per ogni evoluzione di questo campo: dal cartaceo alle enormi piattaforme di filmati online.

 

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