gatto quantistico

Il gatto quantico che fa concorrenza a quello di Schrödinger

Cosimo Alfredo Pina

Il gatto di Schrödinger è vivo, o forse no. Tuttavia i felini domestici godono ancora di una discreta fama nell’ambito dello studio della Fisica. L’ultima dimostrazione arriva da Vienna, per la precisione da un gruppo di ricerca dell’Austrian Academy of Sciences.

Il risultato dello studio presentato è riassunto nell’immagine di apertura. A prima vista potrebbe sembrare un semplice gioco di sagome ed ombre ma quello che si nasconde dietro a i due felini è ben più complicato. Il principio alla base dell’esperimento è quello della correlazione quantistica (entanglement), ovvero il fatto che due particelle entrate in “contatto quantico” condividono le loro proprietà e nel caso una cambi il suo stato, anche l’altra lo varierà istantaneamente.

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I fotoni fotografati non hanno interagito con la sagoma, ma al momento dello scatto erano correlati quantisticamente a quelle presenti in un fascio di luce fatto passare attraverso una silhouette a forma di gatto ed hanno quindi assunto il loro stato.

Lo studio dell’entanglement quantistico è, da un punto di vista pratico, ancora nelle fasi iniziali, ma il fatto che lo scambio degli stati avvenga a velocità maggiori di quelle della luce rende questo fenomeno davvero interessante.

Basandosi su questo fenomeno si sta cercando di realizzare computer, sistemi di comunicazione e sicurezza che potrebbero avere prestazioni al momento impensabili con i metodi convenzionali, basati per lo più sull’elettronica classica. Noi non vediamo l’ora di poter avere processori super-veloci, ma per il momento dovremo continuare ad accontentarci di immagini feline (un soggetto effettivamente originale).

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