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Il metodo indolore per curare la carie

Lorenzo Fantoni

I ricercatori del King’s College di Londra hanno annunciato  un nuovo procedimento per curare la carie che non prevede iniezioni, trapani e, soprattutto, dolore. Alla base di tutto ci sarebbe una piccola scossa che stimola il dente ad autoripararsi, e a quanto pare sarà la norma entro tre anni.

La nuova tecnica si basa su un concetto molto semplice: le carie si formano perché i minerali dello smalto si consumano e il dente inizia a deteriorarsi. Questo metodo aiuta il corpo a produrre i minerali sfruttando quelli presenti nella saliva, applicando una piccola corrente elettrica che “spinge” i minerali verso la caria. Il processo, chiamato EAER (Electrically Accelerated and Enhanced Remineralization) è privo di ogni tipo di dolore e dura come una sessione che utilizza il metodo tradizionale.

I ricercatori promettono che questo metodo sarà disponibile entro tre anni, peccato che ciò suoni molto simile alle previsioni su altre cure miracolose che sono state annunciate negli anni, come il fluido che attrae il calcio e l’applicatore in plastica, tutti metodi che entro breve avrebbero dovuto darci cure indolori, e invece siamo ancora col trapano.