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Il microchip contraccettivo che dura sedici anni (e può essere usato anche per altre medicine)

Lorenzo Fantoni

Se un chip vi permettesse di avere una contraccezione a lungo termine senza doverci neppure pensare su, ve lo fareste impiantare? Questa la domanda posta dalla MicroCHIPS di Lexington, nel n Massachusetts, una compagnia che sta sviluppando un microchip da impiantare sotto pelle che funzioni da contraccettivo.

Il chip è grande solo 20 x 20 x 7 millimetri ed è studiato per durare 16 anni, ovvero circa la metà del periodo fertile femminile, durante i quali somministrerà 30 milligrammi al giorno di levonorgestrel, un composto già usato in molti contraccettivi ormonali, anche d’emergenza. Nel caso in cui si volessero interromperne gli effetti basterà spegnere il chip con l’apposito telecomando (mi raccomando, non perdetelo).

Le implicazioni di questa tecnologia di somministrazione vanno ovviamente al di là della semplice contraccezione, perché può essere utilizzata per rilasciare ogni tipo di medicazione programmata da eventuali cure a lungo termine, tipo il diabete.

Finora i chip sono stati testati anche sugli esseri umani in un trial clinico, in cui dovevano rilasciare farmaci contro l’osteoporosi a donne in fase di post-menopausa. In questo modo si è dimostrato che la tecnologia funziona senza produrre reazioni immunitarie e che per essere impiantata richiede non più di 30 minuti in anestesia locale.

Rimangono alcuni piccoli problemi logistici, come la crittazione del codice del chip per rendere sicuri i dati wireless, ma a quanto pare tutto funziona come dovrebbe. Adesso manca solo l’approvazione della Food and drug administrations (FDA) per continuare la fase di testing, con la speranza di vedere i chip sul mercato entro il 2018.