pacemaker biologico

Il peacemaker del futuro sarà fatto di cellule

Cosimo Alfredo Pina

Alcuni cardiologi del Cedars-Sinai Heart Institute a Los Angeles (USA) hanno sviluppato una tecnica terapeutica genetica che trasforma le cellule del muscolo del cuore in “cellule pacemaker“.

Nell’articolo, pubblicato sulla rivista Science Translational Medicine, viene illustrato il risultato dello studio durante il quale gli studiosi sono riusciti, almeno nei maiali, a sostituire i normali pacemaker elettronici.

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Questo studio punta a risolvere una delle complicazioni più gravi dovute all’installazione dei pacemaker convenzionali, ovvero infezioni e rigetti (mediamente il 2% dei casi). Per ottenere i risultati i ricercatori hanno iniettato nel cuore degli animali un gene denominato Tbx18.

Il gene, trasportato da dei virus opportunamente modificati per essere innocui, si è dimostrato in grado di riprogrammare alcune cellule cardiache per metterle in grado di condurre impulsi elettrici.

Le cellule trasformate, nell’arco di 48 ore dal trattamento, hanno così iniziato a generare e mantenere costante il battito cardiaco, esaurendo l’effetto nell’arco di circa due settimane. I ricercatori tuttavia ci tengono a precisare che questo limite temporale non è definitivo e con ulteriori sviluppi sarà possibile arrivare a soluzioni a più lungo termine.

Ovviamente i maiali non sono un modello ideale per rappresentare il caso umano, tanto più che nello studio si sono studiati soltanto casi senza infezione ma, come ogni lavoro scientifico, questa ricerca butta le basi per i prossimi sviluppi che sono previsti nei prossimi tre anni e che implicheranno anche la sperimentazione sugli umani.

 

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