Il pericolo dietro i saponi esfolianti

Cosimo Alfredo Pina

I saponi e le creme esfolianti sono quei prodotti che aiutano a pulire a fondo la nostra pelle, ma da cosa è dato questo particolare effetto? Spesso in questi cosmetici sono presenti dei piccoli granelli di plastica che prima o poi finiscono giù per i tubi di scarico fino a raggiungere i corpi idrici, come fiumi e mari.

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L’inquinamento dovuto alla plastica non biodegradabili è tra più importanti e difficilmente controllabili, ne sono testimonianza le isole di plastica che si trovano in ogni oceano. I prodotti esfolianti sono una fonte non trascurabile di questo fenomeno.

I piccoli granelli hanno un diametro che può avere dimensioni inferiori al millimetro e, sebbene di per se non siano tossici, possono facilmente assorbire e trasportare sostanze tossiche come pesticidi e scarti industriali.

Le particolari forme e dimensioni rendono queste particelle facilmente ingeribili dagli organismi acquatici, come piccoli pesci e crostacei, con l’effetto di distribuire sulla catena alimentare le sostanze in esse contenute, fino a tornare all’uomo.

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Più volte è stato proposto di eliminare questo problema con dei semplici sistemi filtraggio, ma il problema è che per raccogliere la plastica si andrebbe a danneggiare irrimediabilmente la flora e la fauna presente, rimuovendo per esempio il plancton. Purtroppo nemmeno gli impianti di trattamento delle acque sono in grado di gestire le particelle che galleggiano.

In Illinois (USA), alla luce di uno studio svolto da un gruppo di biologi che evidenzia il problema nei Grandi Laghi, ha deciso di mettere al bando i prodotti contenenti i granelli di plastica. Noi da parte nostra non possiamo che cercare di limitare utilizzo di questi prodotti  e, più in generale, cercare di riciclare i materiali che girano per le nostre case.

 

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