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Il sensore di terremoti che ti avverte 10 secondi prima (e chiude il gas)

Lorenzo Fantoni

Dieci secondi prima che il terremoto di domenica scorsa colpisse la Napa Valley, un sistema di allarme sperimentale della Università di Berkeley aveva fatto suonare un’allarme, attivando un countdown verso il sisma. Questo è stato il primo vero test per un sistema di allerta antisismica che è rimasto per molto tempo bloccato per problemi di budget.

Il sistema Shake Alert si basa su sensori posizionati lungo le linee sismiche che individuano le onde P, meno distruttive, ma più veloci, grazie al quale viene calcolata la potenza del terremoto pochi secondi prima dell’arrivo delle più distruttive onde S.

L’allarme si sarebbe dunque rivelato inutile per la zona di Napa, troppo vicina, ma la cosiddetta Bay Area avrebbe beneficiato di un avviso di alcuni secondi, secondi che possono fare la differenza. Secondo i ricercatori alcune zone possono ricevere un avviso anche un minuto prima dell’evento sismico.

Forse non sarà un tempo sufficiente a evacuare i centri cittadini, ma basta per chiudere le condutture del gas, far uscire le persone dagli ascensori e far rallentare i treni.

Un sistema simile ha salvato molte vite in Giappone nel 2011, quando l’allarme per un terremoto di magnitudine 9 ha bloccato i treni e avvisato le persone riguardo al cercare un riparo.

Lo scorso autunno il governatore della Californa Jerry Brown firmò una legge per far diventare Shake Alert un programma statale, ma il progetto ha ricevuto nel frattempo solo 10 degli 80 milioni di fondi promessi, una cifra fondamentale per sensori e infrastrutture. Forse dopo quest’ultima scossa qualcosa si muoverà anche nel portafoglio del governatore.