Marte plasmato da fiumi

Il terreno di Marte è stato plasmato dallo scorrere dei fiumi

Leonardo Banchi -

La domanda sulla presenza di acqua su Marte, grazie ai rover inviati dal Jet Propulsion Laboratory della NASA, ha ormai ottenuto risposta: i robot hanno infatti confermato che, seppur solo sotto forma di ghiaccio o di vapore, tutt’oggi sul pianeta rosso è possibile trovare tracce del prezioso liquido.

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Ciò su cui gli scienziati si stanno interrogando adesso, quindi, è se nella storia di Marte l’acqua sia stata sempre limitata a questo stato, o se per un certo periodo sia stato possibile vederla anche allo stato liquido, confinata sotto terra o addirittura libera di scorrere in superficie.

Le ricerche del Rover Curiosity attorno al Cratere Gale, però, sembrano dare indicazioni  che facciano propendere per quest’ultima ipotesi: l’osservazione del Monte Sharp e dei suoi dintorni, infatti, suggerisce che la sua origine sia di tipo sedimentario, e che la conformazione del terreno attorno ad esso sia il risultato dei depositi provocati dallo scorrere di fiumi e dalla presenza di laghi per un periodo di circa dieci milioni di anni.

Il Monte Sharp è una montagna alta circa 5.500 metri, che si erige al centro del Cratere Gale. Il rover Curiosity, attualmente al lavoro sul fianco più basso della formazione, è riuscito ad osservare dei livelli di sedimenti, che si alternano fra strati causati dal lago, dai fiumi e dall’azione del vento, indicando così un lago che si sia riempito, evaporato e nuovamente riempito moltissime volte.

Marte plasmato da fiumi 2

Le formazioni ricordano quelle causate dai delta dei fiumi, così come è possibile vederli sulla terra: naturale quindi che il primo pensiero salito alla mente degli scienziati sia il voler verificare se Marte sia mai stato, in un momento della sua lunga vita, un pianeta adatto ad ospitare delle forme di vita.

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VIA: C|Net